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Truffa alla nigeriana

La truffa alla nigeriana, truffa del principe nigeriano o 419 scam (dall'articolo del codice penale nigeriano che punisce questo genere di truffa) è una tra le più diffuse al mondo.

Esistono numerose varianti, ma, di solito, si presenta uno sconosciuto (nobile nigeriano in difficoltà) che non riesce a sbloccare un conto in banca da milioni di dollari; lo sconosciuto è un personaggio noto che ha bisogno di un prestanome che si occupi dell'operazione al suo posto in cambio di una percentuale molto alta (lo storytelling è importante, dato che si affascina il lettore con situazioni di intrighi internazionali).

Inventata nell'ormai lontano 1992, i primi tentativi iniziarono ad esser diffusi tramite lettera postale e, a partire dal 1994, anche per email.

L'accordo proposto è spesso presentato come un crimine innocuo, in modo da dissuadere i partecipanti dal contattare le autorità. In Nigeria l'operazione è organizzata professionalmente, con uffici, numeri di fax funzionanti e spesso con contatti in uffici governativi. Gli investitori che cercano di sapere cosa c'è dietro l'offerta, spesso trovano un sistema organizzato, in cui tutti i pezzi si combinano perfettamente. Nel momento in cui la vittima accetta di partecipare all'affare, il truffatore per prima cosa invia alcuni documenti falsi che mostrano timbri e sigilli ufficiali del governo, o in alternativa manda alcune mail per informare il socio dei "progressi". Presto però inizia a parlare di ritardi, relativi a necessità di corruzione o pratiche burocratiche che richiedono un grosso anticipo in denaro. Le scadenze vengono via via prorogate e i costi aumentano, ma viene mantenuta viva la promessa dell'imminente trasferimento di denaro.

La pressione psicologica è mantenuta alta, per stimolare il truffato a concludere in fretta senza coinvolgere altre persone. In alcuni casi le vittime sono invitate in Nigeria per incontrare funzionari governativi, spesso falsi. Alcune vittime una volta giunte vengono addirittura prese in ostaggio fino al pagamento di un riscatto, o sono portate nel paese in modo illecito senza visto di ingresso e poi ricattate per poterne uscire. Nei casi più estremi la vittima può essere anche uccisa.

In ogni caso, il millantato trasferimento di denaro ovviamente non avviene mai dato che i soldi (o l'oro) non esistono.

Non sempre il paese coinvolto è la Nigeria, ma possono essere anche il Ghana, la Costa d'Avorio, il Benin, il Senegal, il Sudafrica o altri stati dell'Africa Occidentale e, occasionalmente, la frode passa da un paese non africano come i Paesi Bassi, la Francia, il Regno Unito, la Spagna, l'Italia, il Belgio, la Germania, la Svizzera o il Canada.

ATTENZIONE A QUESTI DETTAGLI:

  • Lo stesso invito è stato inviato a moltissime altre persone (milioni), utilizzando sempre la medesima formula.
  • Il testo del messaggio usa spesso un linguaggio generico e poco preciso (come Caro Amico, Caro Correntista, ecc.). L'evoluzione tecnologica ha però ridotto quest'aspetto.
  • Il mittente mette pressione alla vittima per concludere l'affare.

Dal punto di vista informatico, in questo caso i truffatori possono operare con un attacco man in the middle durante una conversazione fra un acquirente e il suo fornitore. Il truffatore attraverso una serie di strumenti specifici per il controllo della rete, individua una potenziale vittima, dopo di che ottiene tutte le informazioni circa la sua cronologia personale e quindi eventuali interessi in termini di acquisti e-commerce. Molto spesso la comunicazione avviene tramite e-mail perché l'acquirente, specie se un rappresentante di un'azienda, richiede sempre un particolare tipo di trattamento con il fornitore per soddisfare eventuali specifiche.truffa nigeriana

 

EVOLUZIONE DELLA TRUFFA NEGLI ULTIMI ANNI: IL TRUCCO C'È MA NON SI VEDE

Lo scopo è intrufolarsi nei sistemi bancari e fare man bassa. Una truffa molto ben elaborata, che consente persino di “scegliere” il modo in cui essere frodati. Il trucco non si nota subito ma il metodo per riconoscerlo c’è. E inizia proprio dal metodo di pagamento.

I pirati informatici esplorano le opportunità sul web, rispondono a offerte, proponendosi di pagare subito, affermando di poterlo fare tramite bonifico bancario o carta ricaricabile. La truffa scatta nel momento in cui si sceglie il bonifico. E, paradossalmente, proprio nel momento in cui il “cliente” chiede garanzie su prezzo, annuncio e altri dettagli. Un secondo campanello d’allarme scatta quando viene rivelata la destinazione.

Spesso, infatti, si tratta di Paesi molto lontani (Nigeria appunto, ma anche Costa d’Avorio e addirittura Cile).

Vengono richiesti nome, cognome, Iban, indirizzo e anche carta d’identità o tessera sanitaria, “ufficialmente” per motivi di ulteriore sicurezza. Dopodiché arriverà una mail con il logo di un vero istituto di credito che ci accrediterà più del dovuto, almeno 250 euro. Tutto regolare all'apparenza: il compratore ha spedito il denaro necessario per pagare il dazio ma la “banca”, quando chiamerà, specificherà che questo andrà pagato subito.

La conversazione diventerà incalzante, con minaccia di denuncia o segnalazione internazionale per frode, con tanto di (finta) lettera inviata via Whatsapp.

Per chi cede, invece, viene proposta una soluzione di mezzo, l’invio del denaro per il “dazio” attraverso metodi più rapidi. Chi cede non rivedrà più i propri soldi, in quanto il conto fittizio viene chiuso subito dopo.

Il truffatore va alla ricerca su internet di annunci di vendita regolari, cioè di persone che realmente hanno messo in vendita oggetti di un certo valore. Una volta trovata la potenziale vittima, il truffatore passa alla fase successiva contattando il venditore con interesse. L’intenzione è quella di portare a termine l’acquisto tramite bonifico.

Dopo aver ottenuto la fiducia dell’acquirente, il truffatore spiega che effettuerà il pagamento tramite bonifico bancario dalla Costa d’Avorio. Aggiungerà che, purtroppo, per confermare la transazione è necessario pagare una tassa nazionale, pari a una percentuale sul valore del bonifico, con trasferimento di denaro verso un paese estero tramite Western Union o MoneyGram (impossibile risalire a chi ha riscosso i soldi).

A questo punto il truffatore farà di tutto per convincere a pagare la tassa per sbloccare il bonifico compreso l’invio via email dei documenti in Pdf di un fantomatico funzionario della Costa d’Avorio che confermerà che è necessario pagare questa tassa.

ATTENZIONE SE

  • Le email e gli Sms (con prefisso della Costa d’Avorio) ricevuti sono strani: i testi sono scritti in un italiano scadente e viene richiesto di essere contattati a un indirizzo alternativo rispetto a quello fornito da noi.
  • Nella risposta all'annuncio non viene richiesta nessuna informazione aggiuntiva sull'oggetto che hai messo in vendita.
  • Il metodo di pagamento richiesto per la fantomatica tassa è tramite servizi di pagamento come Western Union oppure MoneyGram.
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