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DOMANDE FREQUENTI

  • Chi può accedere all'offerta Carige Superbonus Casa?

    Possono aderire all'offerta tutti i clienti Banca Carige (privati, condomìni e imprese) titolari di un credito d’imposta ai sensi del Decreto Legge n. 34/2020 convertito con modifiche nella Legge n. 77/2020. Nel caso di soggetti non clienti, sarà possibile aprire un conto presso una delle Filiali Carige e successivamente aderire all'offerta.

  • Per quali tipologie di Bonus è possibile cedere il credito d'imposta a Banca Carige?

    E' possibile cedere a Banca Carige sia i crediti relativi alle agevolazioni Superbonus 110% sia quelli relativi a interventi di ristrutturazione edilizia e di risparmio energetico con detrazioni fiscali inferiori al 110%, tra i quali (elenco non esaustivo):
    - Bonus facciate: detrazione 90%;
    - Ecobonus e Sismabonus per interventi non eleggibili per il Superbonus, con riferimento al Dl. 63/2013: detrazione dal 50% all'85% a seconda della tipologia di intervento, unità immobiliare e beneficiario;
    - Bonus Casa (manutenzione straordinaria): detrazione del 50%.
    Non è prevista la cessione di crediti derivanti da Bonus Mobili.

  • La cessione del credito alla banca è rivolta solo a chi richiede finanziamenti per effettuare gli interventi edilizi?

    No, la cessione del credito è rivolta a tutti i clienti correntisti della banca, indipendentemente dalla concessione di finanziamenti.

  • Qual è il vantaggio per l’impresa o per il condominio nel cedere il credito alla banca?

    Mediante la cessione del credito alla banca, l'impresa e i condomini ottengono la liquidazione del credito fiscale in unica soluzione. Viene così ceduto il credito alla banca evitando la detrazione dello stesso mediante quote annuali (5 o 10 anni, in base alla tipologia di bonus edilizio).

  • La banca fornisce consulenza in ambito fiscale?

    La banca fornisce consulenza tecnico/fiscale avvalendosi dei servizi messi a disposizione da Pricewaterhousecoopers SPA e dalle relative società partner.

  • Sono previsti finanziamenti per anticipare le spese relative ad interventi edilizi collegati a Superbonus/Ecobonus?

    Sì, la banca sostiene, mediante la concessione di apposite linee di credito, a fronte della cessione del credito maturando e a condizioni vantaggiose, la clientela che ne rappresenta la necessità.

  • Come puoi verificare se il tuo credito fiscale maturato o maturando è cedibile alla banca?

    Puoi compilare l'apposito form, presente sul sito della banca, per essere contattato; oppure rivolgerti alla tua filiale (o a quella che ritieni più comoda) e prendere appuntamento. Il gestore di riferimento ti assisterà al fine di sottoporre la tua operazione edilizia ai nostri esperti per un primo parere senza alcun costo.

  • I condomini possono ottenere finanziamenti per interventi Ecobonus/Superbonus?

    Assolutamente sì e fino al 100% delle spese relative all'intervento edilizio previsto.

  • Posso cedere diverse tipologie di crediti d'imposta all'interno di una medesima richiesta?

    Nel caso in cui la riqualificazione immobiliare sia composta da più interventi è possibile, all'interno di una medesima richiesta, cedere più crediti d'imposta relativi a differenti norme agevolative.
    Affinché l’operazione si perfezioni, i crediti ceduti dovranno essere necessariamente comunicati anche all'Agenzia delle Entrate, secondo le modalità previste dall'Agenzia stessa.

  • Qual è la documentazione necessaria per completare la cessione del credito d'imposta?

    La documentazione necessaria per completare la cessione del credito d'imposta è dettagliata all'interno di un apposito documento (c.d. "Checklist Documentale") disponibile presso tutte le Filiali Carige.

  • Quali sono le tempistiche per il perfezionamento della cessione del credito d'imposta?

    La cessione del credito d'imposta avviene tramite l'invio all'Agenzia delle Entrate da parte del cedente della "Comunicazione dell'opzione relativa agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, efficienza energetica, rischio sismico, impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica". La comunicazione deve essere compilata entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello di sostenimento delle spese. Una volta inviata la comunicazione è possibile annullare o rettificare  la stessa con un nuovo invio da parte del cedente entro il 5° giorno del mese successivo a quello del primo invio (successivamente a tale data non è più possibile annullare o rettificare l'importo del credito d'imposta ceduto). Tra il 6° e il 10° giorno del mese successivo all'invio della comunicazione, il credito d'imposta ceduto diventa disponibile al cessionario (Banca Carige) che potrà procedere ad accettare o rifiutare la transazione.

  • Come viene gestito il processo di cessione del credito d'imposta da parte di Banca Carige?

    Il processo di cessione del credito d'imposta viene gestito tramite una Piattaforma tecnologica dedicata, sulla quale l'utente ha a disposizione una propria area riservata in cui è possibile visualizzare e caricare l'elenco della documentazione richiesta per completare il processo e monitorare lo stato di avanzamento della pratica. Eventuali integrazioni documentali necessarie vengono inoltre richieste tramite la stessa Piattaforma. Una volta completate le verifiche tecniche e fiscali della documentazione richiesta, la Banca può procedere con il perfezionamento dell'acquisto del credito d'imposta o con l'erogazione del "finanziamento ponte".

  • Cosa succede nel caso in cui risulti che gli interventi svolti non siano conformi una volta completati i lavori ed effettuata la cessione del credito d'imposta? A chi è in carico il rischio di revoca del credito d'imposta?

    Il beneficiario originario del diritto alla detrazione (persona fisica, impresa, ente del terzo settore, etc.) è responsabile di fronte alle Autorità Pubbliche nel caso in cui fruisca di una detrazione fiscale non spettante (anche parziale) se gli interventi posti in essere non raggiungono gli obiettivi prefissati dalla normativa o sono inesistenti. Il cessionario (Banca Carige) non risponde, quindi, nei casi in cui manchino i presupposti per la detrazione, indipendentemente dalla circostanza in cui il cliente abbia utilizzato un credito non spettante o non esistente in origine.
    Tuttavia, l'Amministrazione Finanziaria può contestare, in solido con il beneficiario originario, l’operato del cessionario solo qualora quest'ultimo abbia concorso con il primo nella violazione che ha generato il credito d'imposta.

  • Il credito d'imposta Superbonus 110% può essere ceduto indipendentemente dalla capienza fiscale del cedente?

    La possibilità di cedere il credito d'imposta è stata introdotta proprio per consentire di monetizzare la detrazione da parte di chi ha IRPEF bassa o già completamente compensata con altri crediti d'imposta. In linea di massima, quindi, la detrazione origina credito cedibile indipendentemente dall'ammontare effettivamente utilizzabile dai singoli cedenti (es. può essere ceduto anche da chi possiede solo redditi assoggettati a tassazione separata o a imposta sostitutiva). La circolare n. 24/E del 2020 dell’Agenzia delle entrate, tuttavia, prevede quale condizione necessaria per poter beneficiare del Superbonus 110%, tra le altre, il possesso di redditi imponibili in Italia (indipendentemente dalla circostanza in cui il reddito non concorra alla formazione della base imponibile).

  • Le agevolazioni Superbonus 110% valgono solo per la prima casa?

    Il Superbonus 110% è indipendente dalla “qualificazione prima casa”. Tuttavia la norma prevede una serie di limitazioni, come per esempio il numero massimo di due unità abitative sulle quali poter beneficiare dell’agevolazione. Nel limite non concorrono le agevolazioni sulle parti comuni dei condomìni.

  • Le spese sostenute per il pagamento dei tecnici, delle asseverazioni e del visto di conformità rientrano nell'intervento e quindi nelle detrazioni fiscali?

    Per espressa previsione normativa, sono detraibili nel Superbonus 110%, nei limiti previsti per ciascun intervento, le spese sostenute per il rilascio del visto di conformità nonché delle attestazioni e delle asseverazioni previste dalla norma.
    La detrazione, inoltre, spetta anche per talune spese (progettuali, di perizia, ispezione, etc.), a condizione, tuttavia, che l’intervento a cui si riferiscono sia effettivamente realizzato.

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