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i palazzi 2020: LUCCA

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Sede Banca Carige
Piazza San Martino, 4

 

COLLEZIONE ARTISTICA

Il Palazzo dell’Opera di Santa Croce – splendida costruzione medioevale inserita nell’edificio della cattedrale – ospita dal 1516 la sede della Banca del Monte di Lucca, ente istituito nel 1489 come Monte di Pietà dal Consiglio Generale della Repubblica di Lucca, per iniziativa di Fra’ Bernardino da Feltre. Della collezione d’arte aperta al pubblico fanno parte una serie di opere che si collocano in un arco cronologico che va dal Quattrocento, periodo in cui era attiva una vivace scuola locale, fino all’epoca contemporanea, con opere d’arte di assoluto pregio, come l’arazzo del XVI secolo, le tavole del Quattrocento e i dipinti di scuola secentesca.

 

IL PALAZZO DELL'OPERA DI S.CROCE, SEDE STORICA DI BANCA DEL MONTE DI LUCCA, SIMBOLO DELL'EMPATIA FRA LA BANCA E LA CITTA'..

Il Palazzo dell’Opera di S.Croce deve il suo nome all’importante crocifisso che è all’interno della Cattedrale di San Martino mentre l ’Opera fu l’istituzione laica che si occupò della ricostruzione della chiesa e del campanile. 1291 è l’anno di inizio di costruzione del Palazzo, gli architetti che lo progettarono furono gli stessi del portico della cattedrale e quindi molto rispettosi della sua collocazione ambientale. Gli archi a piano terra erano aperti, ospitavano dei loggiati, cosi come le trifore al 1^piano erano in linea con la struttura del portico. L’armonia e l’uniformità vennero rispettate anche per quanto attiene i materiali:  il calcare bianco era la stessa pietra usata per la cattedrale e per gli edifici ecclesiastici, il laterizio rosso era lo stesso delle abitazioni e degli edifici civili che si affacciavano sulla piazza, molto diversa da come è oggi.
Nel 1517 il Palazzo viene ceduto al Monte di Pietà viene intonacato e subisce una radicale trasformazione in linea con i gusti dell’epoca.
Nel corso dell’800, in occasione di alcuni lavori di restauro, venne riportata alla luce la sua struttura medievale, l’intonaco venne eliminato e il Palazzo riacquista il suo aspetto attuale.     

Di grande interesse sono anche le opere contenute all’interno dell’edificio a cominciare da un imponente arazzo fiammingo, che si ricollega alla tradizione delle tessiture lucchesi; anche gli arredi sono stati acquistati dalla banca sul mercato antiquario per ricreare gli ambienti che potevano essere stati in passato del Monte di Pietà.

Opera di grande valore la tela del lucchese Pietro Sigismondi, datata 1606, che raffigura Sansone e Dalila. Di immediata evidenza l’estrema qualità dell’opera, con colori puri che sembrano quasi smaltati, con la luce che riesce ad attribuire una diversa consistenza alle varie superfici, con l’attenzione al dettaglio con cui sono dipinti i gioielli.
Dalila è raffigurata nel momento in cui taglia i capelli a Sansone, una simbologia spesso utilizzata anche come monito per gli uomini a non farsi dominare dal gentil sesso.  

La tavola di Baldassarre di Biagio da Firenze rappresenta un capolavoro del Rinascimento lucchese. Dall’opera risulta evidente il sodalizio dell’artista con un altro grande del panorama artistico della città, Matteo Civitali, il cui intervento diretto nella creazione dell’opera è testimoniato da diversi dettagli come il viso della Madonna e i pendagli ai lati del trono.
Da notare l’espressione delicata del viso della Vergine, l’espressione dolce del Bambino e anche l’attenzione alle stoffe e ai tessuti (Baldassarre di Biagio era figlio di un tessitore di drappi di seta e di velluti, di cui Lucca era stata capitale in Europa).

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