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Oro Nudo - Il Seicento dipinto fra geometrie e riflessi

Sede Banca Carige, Via Cassa di Risparmio 15

2 ottobre, dalle 10 alle 19 su prenotazione - Visite guidate gratuite ogni 45 minuti

 

L’immagine non è mai fine a se stessa: per sua natura è intrisa di rimandi. Quella fotografica, poi, gioca sull’illusione di aderire fedelmente al vero. In campo artistico l’immagine stampata gioca sul paradosso di alludere al vero senza rispettarlo…

La mostra presenta il lavoro inedito di un artista fotografo, Fulvio Magurno, siciliano di nascita (1958), napoletano di formazione e genovese per scelta, che lavora nella città che lo ispira ogni giorno: il mare e i vicoli; le luci mattutine e gli scorci d’ombra; l’opera in un museo e gli oggetti capitati qua e là come per caso.

Da tempo Magurno ha lasciato la professione di fotoreporter e utilizza il mezzo fotografico in modo sempre coerente con una scelta: scovare la bellezza. Grazie a un innato senso estetico che gli consente, con naturalezza, di proporre immagini semplicemente belle. Non si tratta di spontaneità, perché ogni scatto è pensato.

“Oro nudo” è un raffinato gioco di illusioni, come gli affreschi che sfondano lo spazio e ci portano nei miti senza tempo. 

I corpi che Magurno ritrae non sono veri ma dipinti. Non fotografa persone o modelli in posa, bensì alcuni quadri, scelti tra molti nei musei: dai Musei di Strada Nuova di Genova (Palazzo Rosso e Palazzo Bianco) un Guido Reni, un Filippino Lippi, un Giulio Cesare Procaccini e un Domenico Piola; dalle collezioni d’arte di Banca Carige un Orazio De Ferrari e un Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto.

Ne seleziona una parte. La riduce o ingrandisce perché occupi nel modo che a lui piace lo spazio scenico proposto: un rettangolo di grandi dimensioni (150 x 100 cm). Del dipinto coglie, o meglio sceglie, solo un frammento: una parte del tutto che rinasce di vita autonoma.

L’artista interviene con garbo sulla stampa applicando una pellicola d’oro. L’operazione non vuole “impreziosire” l’opera: vuole completare quelle varianti di bianco e nero, che altro non sono che geometrie di luce e ombra, con un colore che non è un colore. Bensì un rimando al sacro, al passato, all’eterno e all’infinito. 

 

Alla luce delle nuove disposizioni ministeriali, per accedere alla mostra i visitatori dai 12 anni di età dovranno mostrare al personale di accoglienza il Green Pass. Sono esonerati da tale obbligo: i minori di 12 anni e chi non può vaccinarsi per motivi di salute (comprovati da certificazione). In assenza di tale documentazione, NON è consentito l’ingresso. All’interno della struttura è confermato l’obbligo dell’uso della mascherina dai 6 anni di età e il rispetto del distanziamento interpersonale.

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