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i palazzi 2020: Genova

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Sede di Banca Carige
Via Cassa di Risparmio, 15

 

COLLEZIONE ARTISTICA

Nei locali del palazzo della sede genovese è stato possibile ammirare, insieme ad un suggestivo panorama del centro storico della città, le raccolte d'arte che Banca Carige ha costituito nel corso degli anni, con acquisti da importanti collezioni private, privilegiando l'arte ligure e genovese in particolare. Quadri, maioliche, incisioni e monete disegnano un percorso entro la storia della città di Genova, dagli albori della sua fortuna come libero comune medievale sino ai fasti eccezionali del "secolo dei genovesi", in piena età barocca.

 

LE COLLEZIONI DI BANCA CARIGE, DOVE L'ARTE PARLA GENOVESE..

Prima ancor di parlare di patrimonio artistico quando si entra nella sede di Banca Carige bisogna ammirare innanzitutto il pezzo forte dell’edificio, cioè lo splendido panorama che si può osservare dalla terrazza situata al XV piano che domina il cuore della città. Un punto d’osservazione privilegiato che non ha eguali e che si inquadra nella tradizione degli storici palazzi genovesi, come Palazzo Rosso, spesso dotati di spazi aperti con vedute panoramiche d’eccezione.
La prima opera che osserviamo è la tela di Gregorio De Ferrari (1680), ‘Mosè fanciullo che calpesta la corona del faraone’, un dipinto un po’ misterioso, difficile da interpretare a prima vista, in cui la luce illumina le due figure principali, una donna e un bambino che la stessa donna ritrae al petto. Un particolare che attira l’attenzione è la corona che il bambino tiene sotto i piedi e che fa riferimento alla leggenda del piccolo Mosè adottato dalla figlia del faraone.
Uno degli elementi caratterizzanti il panorama di Genova è il profilo del grande edificio dell’ Albergo dei Poveri, una costruzione a cui si iniziò a pensare intorno alla metà del 1600 per iniziativa di Emanuele Brignole. Una parte importante della facciata era stata riservata a un affresco che doveva essere visibile da ogni parte della città e soprattutto dalle navi che entravano e uscivano dal porto. Questo affresco oggi è scomparso ma nella collezione Carige ne troviamo un bozzetto, dipinto da Giovanni Battista Carlone per Emanuele Brignole. Al centro della tela ‘L’immacolata concezione e i Santi Giovanni Battista, Giorgio, Lorenzo e Bernardo, patroni di Genova’ vediamo la Vergine Immacolata, vestita di rosso e di blu, scelta dal Brignole come soggetto per la facciata in quanto protettrice durante la peste del 1656. In alto è chiaramente visibile la sagoma dello spazio riservato sulla facciata dell’Albergo dei Poveri per questo dipinto.
Quest’opera fu una delle prime ad essere acquistate dalla Banca perché delineava chiaramente quello che era l’obiettivo della collezione d’arte, cioè legare la banca alla città. 
Altra opera della collezione che bene testimonia questo legame è la tela dell’artista olandese Artur Van Loon Strada della madre d’Iddio e Ponte di Carignano del 1847, che ritrae il ponte edificato per collegare la Basilica di Carignano con il centro storico illuminato dalla luce del sole e, in ombra, uno scorcio vivace e animato di vita quotidiana genovese, ritratta con ricchezza di dettagli, da cui l’autore era rimasto affascinato. 

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