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Le mostre

Gianni Bertini

Gianni BertiniUna volta valicato il confine della provincia, Gianni Bertini è costretto a rinunciare alle agevolazioni della vita domestica. La ricerca estrema di una contemporaneità con cui interagire per farne parte lo ha spinto a soggiornare a Roma, Milano, Venezia ed a Parigi, dove ha a lungo vissuto la condizione della precarietà: Rue Midi, Rue Campagne Premiere, Rue du Four... sono state alcune delle sue dimore, sono stazioni di un percorso esistenziale transitorio vissuto con forza vitale, come con vigore affronta tuttora la vita, in continua tensione tra la Francia e l'Italia. Da un lato c'è Parigi, dall'altro ci sono Milano e Nansola, dove si ritira con soggiorni regolari nel suo studio-rifugio. Un dinamismo che non si limita ad una questione geografica, ma riguarda anche la formazione culturale dell'autore.

Essa si sviluppa principalmente attorno a quei centri urbani - Parigi e Milano - che negli anni Cinquanta hanno visto nascere e maturare gran parte dell'arte informale. Gli stessi interventi teorici interessati alla sua opera rivelano la presenza di una dimensione bipolare: Roger Van Gindertael, Edouard Jaguer, Jean Clarence Lambert, Pierre Restany sono alcuni tra i critici attivi nella capitale francese mentre nel capoluogo lombardo hanno operato, tra gli altri, Guido Ballo, Gillo Dorfles, Giorgio Kaisselian e Franco Russoli.

Una tensione culturale cui corrisponde un'altra linguistica italo-francese nelle sue versioni scritta ed orale. Bertini ama parlare perché la parola, grazie alla sua forza comunicativa, lo mette in contatto col pubblico e con esso dialoga e si confronta. La scrittura invece lo costringe al silenzio, lo porta a riflettere su se stesso, a prendere coscienza della propria identità estetica in divenire. Delle diverse stagioni pittoriche vengono documentati tre periodi che abbracciano dieci anni di attività artistica, dal 1951 al 1961. Si inizia con Composizione (1951) ed Ascensione cosmica (1951), opere in sintonia con le formule estetiche della pittura Nucleare e si prosegue con Asse di fusione (1952) ed Eruzione (1955) che testimoniano un delicato punto di passaggio tra stagioni diverse. Le ricerche condotte in questi anni sfociano nell'intensa azione pittorica presente in La battaglia degli Argonauti (1958) e in Le combat de Miltiade (1958), quadri riconducibili all'arte informale di tipo gestuale. L'esposizione conclude il suo breve percorso con Le nichons d'Aglae (1961), dove l'intervento pittorico sulla pagina di un giornale applicato sulla tela dà inizio al processo di appropriazione dei prodotti di massa in voga nella società dei consumi. E' con questo genere di operazioni che l'opera di Bertini rientra nell'ambito del Nouveau Réalisme teorizzato da Pierre Restany.