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LA CASANA SUPPLEMENTO N. 2/2000 - SPECIALE TOMMASO REGGIO - PREFAZIONE

Aprile - Giugno - Anno XLII

Prefazione
di Dionigi Tettamanzi

Arcivescovo di Genova

Il 3 settembre 2000, durante l'anno giubilare, Giovanni Paolo II proclama "beato", insieme ad altri, monsignor Tommaso Reggio, sacerdote genovese, abate di Carignano, vescovo di Ventimiglia, arcivescovo di Genova e fondatore delle Suore di Santa Marta (1818-1901).
è questo un evento dal significato propriamente ecclesiale, perché tocca la vita della Chiesa. Infatti nei cristiani, che hanno seguito Gesù Cristo sino alla perfezione, la Chiesa trova i maestri affascinanti e i modelli credibili di una vita di fede e di amore che deve spingersi sino alla santità. Questo significato è stato bene espresso dal Reggio: un giorno, senza pensare minimamente a se stesso, diceva che "i santi sono come luminari posti nella Chiesa a chiarire con le grandi luci delle loro virtù i piccoli passi delle virtù a noi necessarie".
Ma l'evento della beatificazione del Reggio riveste anche un significato profondamente umano, che interessa la nostra Città e Regione Liguria: è questo il terreno storico nel quale è vissuto e ha operato, svolgendo sì una missione evangelica, ma dalle ricadute anche sociali, politiche e culturali.
Si tratta di "riscoprire" la figura complessiva del Reggio, la sua vita e la sua attività nella Chiesa e nella società del tempo, il suo cuore sacerdotale e la sua spiritualità. Lo esige il Reggio stesso, perché è una figura di pastore singolarmente avvincente, sia per l'intensità della sua vita interiore che per la lungimiranza e l'attualità della sua opera pastorale. Lo esige, in un certo senso, la città di Genova, perché il Reggio ha origini genovesi, ha svolto proprio nella nostra città gran parte del suo ministero di prete e a Genova, come arcivescovo, ha realizzato - secondo il celebre giudizio del padre barnabita Semeria - "l'autentico capolavoro" della sua vita. Poco più di vent'anni fa, precisamente in un'omelia dell'8 ottobre 1978, il cardinale Giuseppe Siri diceva con la sua consueta schiettezza: "Genova non sempre ha forte memoria e per questo la figura di Mons. Reggio restò lontana e lontana la trovai io quando consentii che la sua venerata salma fosse traslata alla tomba che le sue figlie (le Suore di Santa Marta) gli avevano eretto nella casa del Righi". E concludeva: "è tempo che la figura si rispolveri; forse si vedrà meglio e qualcosa di più. Infatti anche il tempo è un testimone".
Sì, il tempo è un testimone. Sia il cammino di raccolta e di analisi dell'abbondantissimo materiale resosi necessario ai fini del processo canonico per la dichiarazione della "eroicità delle virtù" del Reggio, sia la recente uscita di diversi studi e approfondimenti storici, teologici e spirituali modificano non poco il giudizio del cardinale Siri.
Gli articoli di questo numero speciale della rivista "La Casana" offrono una serie di contributi significativi, quanto mai utili per accostarci e addentrarci in una figura di grande rilievo per l'ottocento genovese, sotto il profilo sia ecclesiale che sociale: attraverso questo "grande spirito equilibrato e superiore" ci è dato di allargare la nostra conoscenza su di un secolo di vita della Chiesa e della città di Genova, un secolo che sprigiona anche per noi oggi non pochi stimoli per rinnovare la nostra fede e insieme la nostra partecipazione responsabile alla vita e alla crescita della società.
L'invito, dunque, è a dare "memoria" di una ricchezza del passato - che ci appartiene e in qualche modo continua ancora nel nostro presente - per essere più consapevoli e determinati protagonisti del "futuro" della nostra Chiesa ed insieme della nostra società.