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LA CASANA N. 3/1999 - FINANZA

Luglio-Settembre 1999 - Anno XLI

Banca centrale europea,dove osano i signori dell'EURO

di Antonio Cattaneo

Il cuore geografico di Eurolandia è situato nel campo di un agricoltore a Blancafort nella regione dello Cher (Francia), Canton d'Argent: vi ci hanno messo un masso di granito per ricordare il centro della zona dell'Euro.

In realtà il cuore pulsante della Moneta Unica Europea e dell'Europa dei mercanti e dell'autorità monetaria più indipendente in circolazione nel mondo, almeno sul piano giuridico, è nella Kaiserstrasze in un grattacielo di vetrocemento che svetta nel cuore della capitale dell'Assia come un birillo a Francoforte. è la B.C.E. Banca Centrale Europea.
Ormai ribattezzato Eurotorre si innalza fra le poche case storiche della città e ne domina la zona finanziaria.
La BCE è nata ufficialmente il 1° luglio del '98 ma è diventata la vera regista della Moneta di 300 milioni di persone dal 1° gennaio scorso, da quando cioè le è stato imposto di difendere l'Euro con una linea di rigore al massimo livello e con la dottrina dell'indipendenza sancita dagli articoli del Trattato di Maastricht.
Si tratta degli articoli 107 e 142 dello Statuto del Sistema Europeo delle Banche Centrali.
"La B.C.E. - scrivono Stefano da Empoli e Giuseppe de Filippi - nel volume "LA BANCA dell'EURO; da Via Nazionale a Francoforte" vede la propria indipendenza riconosciuta da una norma di rango costituzionale, quale è un Trattato internazionale. L'art. 107 prevede il divieto assoluto di influenze esterne sulla Banca Centrale Europea, sulle Banche centrali nazionali e su tutti i componenti dei loro organi decisionali. L'art. 142 garantisce la sicurezza di permanenza in carica per tutti i membri dei vari organi decisionali". Quindi, in poche parole,assoluta indipendenza e forza per conservarla.

Cambiare le norme che regolano il funzionamento della BCE è possibile solo riscrivendo il Trattato di Maastricht: una possibilità molto remota.
Proseguono gli autori del succitato volumetto: "Significa che: Politici e governanti non solo non potranno aprir bocca in materia ma dovranno anche stare fuori dalla porta". è loro vietato, infatti, "sospendere, annullare, differire e sindacare ogni e qualsiasi decisione di B.C.E e/o delle Banche centrali nazionali. Anche governi e parlamenti non potranno dare istruzioni, né mettere in discussione principi di legittimità sull'operato della BCE. Insomma, la Banca Centrale Europea è la pietra su cui è stata fondata la religione dell'Euro.
Anche il Presidente della B.C.E. non può essere rimosso dall'incarico se non per motivi indicati dallo Statuto; in pratica è possibile la rimozione solo per colpe molto gravi; ciò non vale anche per i principali funzionari delle banche centrali, siano esse nazionali e, ovviamente, per quella europea. Garanzie sono previste anche per evitare "conflitti di interesse" fra i membri degli organi decisionali delle banche centrali e le rispettive banche e tra i vari governatori ed il Presidente della BCE.
L'Eurotorre dunque come castello inespugnabile dalle bramosie dei politici e consesso di cavalieri tutti tesi al bene della Moneta Unica.
Ragazzi "terribili" di loro si è scritto "quando si tratta di difendere ortodossia monetaria ed indipendenza, falchi dell'obiettivo primario: la difesa rigida della stabilità dei prezzi".

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Gli economisti chiamano poi il sistema stellare di banche centrali pianeti del "sole" BCE, SEBC o sistema europeo delle banche centrali.
Si sa, infatti, che le varie banche centrali nazionali non scompariranno ma diventeranno "cinghie di trasmissione e , se si vuole, terminali periferici delle decisioni collegiali di Francoforte". Il Sebe prevede un rapporto gerarchico fra BCE e governi delle banche centrali nazionali, paladine della politica monetaria europea e "moschettieri" della sua pratica attuazione nei vari compiti.
Insomma: "tutti per uno ed uno per tutti". Dove uno sta per Euro.

Il presidente (non più governatore come usa in diverse banche centrali nazionali) della BCE ha un mandato di otto anni. Il vicepresidente pure mentre i quattro componenti del Comitato Esecutivo restano in carica, a scalare, dagli otto ai cinque anni.
L'attuale presidente è Wim Duisenberg, olandese, che in una intervista ad un quotidiano ha detto testualmente: "è una esperienza affascinante ed interessante". Nella BCE, vera e propria istituzione finanziario-monetaria federale, Duisenberg è a capo di un Consiglio di 17 membri formato da 11 governatori più sei membri del Direttorio.
Le relative decisioni vengono prese a maggioranza semplice; i 17 Signori dell'Euro si riuniscono al 36° piano dell'Eurotower. Gli eurologi dicono che fra loro insiste una consonanza culturale e teorica a prova di tempesta. è gente che sa il fatto suo se è vero che, come ha riportato un settimanale, ad uno degli undici banchieri centrali è stata attribuita questa frase: "Noi siamo come la panna montata: più ci battete, più diventiamo duri".

Duisemberg che ha avuto la nomina il 2 maggio 1998, come vuole il Trattato e come abbiamo detto dinanzi, per assicurare l'indipendenza della BCE è stato nominato per otto anni ma sta a Lui decidere se, per una ragione o per l'altra, vuole lasciare il suo posto prima.
Si ricorderà che si è parlato di una staffetta franco-olandese. Lui ha così precisato a proposito: "Sono stato scelto per un intero mandato; se vorrò restare fino all'ultimo giorno o no è cosa che vedremo poi, certo voglio restare a lungo". Il patto di stabilità che sta alla base della disciplina dell'Euro ne ha infatti bisogno.
Il suo ufficio nell'Eurotorre è, assieme a quello del vicepresidente, Christian Neyer, al trentacinquesimo piano, sotto quello del "quadrato degli ufficiali". La sala comandi sta insomma un piano sotto. Gli uffici di presidente e vice sono separati e distanti da quello del direttore generale, Robert Raymond, ex-capoufficio studi della Banca di Francia. Ai quattro angoli del piano inferiore (il 34°) ci sono gli studi-uffici dei quattro altri membri del Direttorio, il tedesco Issing, l'italiano Padoa Schioppa, la finlandese Sikka Hammalainen e lo spagnolo Eugenio Domingo Solanas. In particolare Issing si occupa della sezione "servizio studi e ricerche, mentre Solanas sarà impegnato con "statistiche e sistemi informativi", Padoa Schioppa avrà la supervisione del sistema bancario, controllo ed organizzazione sono andati alla Hammalainen.
Dieci piani ancora più sotto c'è l'Osservatorio sulle realtà dei mercati finanziari: una parata di computer per avere il polso in tempo reale dell'andamento delle valute, di obbligazioni, titoli di Stato ed azioni. L'organico della BCE è di circa 500 persone. Non necessariamente rappresentano, in proporzioni uguali, ogni Paese.
Sempre nel grattacielo dell'Euro al nono piano era stato installato, prima della fine del '98, il "Change-over week-end Committee", lo speciale comitato che ha seguito, passo passo, la conversione delle monete degli 11 in una unica moneta. In gergo era chiamato "cow", mucca.

è qui che è stato in pratica ridisegnato il sistema bancario-finanziario europeo ed ha preso forma l'anima virtual-operativa di una moneta che condizionerà ed influirà sul tenore di vita di 300 milioni di cittadini europei. A presiedere tale ufficio ed a riferirne ai vertici della BCE è stato chiamato un italiano, Francesco Papadia, economista di Bankitalia, esperienze lavorative anche alla Commissione Europea ed uno degli esperti che ha contribuito a stendere il Trattato di Maastricht. è, tra l'altro, autore per i tipi del Mulino di una guida alla portata del cittadino comune La Banca Centrale Europea.
Peraltro all'Ufficio Stampa della BCE è approdato anche un neogiornalista italiano, stagista fino a pochi mesi orsono de "Il Sole 24 Ore".
Infine va detto che la BCE sta seduta su una fortuna: avendo assorbito le varie riserve nazionali per tutelare l'Euro. Ma siccome i cambi, come si sa, sono indefinitamente fissi, sembra che - sostiene qualche esperto in materia - la BCE abbia 190 miliardi di dollari "in eccesso". E per ora - ha fatto sapere il vicepresidente - rimarranno tranquilli in cassaforte.

Dopo un iniziale trionfalismo però l'Euro si è indebolito. Colpa della crisi internazionale (anche) sia stata essa russa, asiatica e brasilera. è stato quello della BCE e dell'Euro un battesimo di fuoco; le artiglierie dei vari sconquassi industrial-finanziari hanno tuonato pesantemente. Si è poi anche scoperto che nell'ultimo trimestre '98 si è avuto un sensibile rallentamento dell'attività economica in Europa mentre invece l'economica americana si manteneva e si mantiene sugli scudi. L'Euro è sceso fino al 9% in meno rispetto ai livelli di partenza.
"Facciamo quello che possiamo anche se non possiamo fare molto", è stato detto dall'Eurotorre. "Nel breve termine - ha detto il presidente di BCE - la crescita dovrebbe rallentare nella zona dell'Euro a causa di un ambiente globale debole. Insomma Euro-landia potrebbe risentire di un certo rallentamento. Ma non dimentichiamo che BCE è stata un po' come i Patriot durante la guerra del Golfo neutralizzando impatti pesanti sulle singole economie e monete. E Duisenberg ha, comunque, escluso che la zona dell'Euro "sia entrata in una fase deflazionistica e che nel sistema finanziario Europa ci sia il rischio di una "bolla speculativa".

Cinesi e giapponesi hanno chiesto alla BCE di poter utilizzare l'Euro come moneta di riserva. L'atteggiamento di Duisenberg è stato neutrale. Né incoraggiamento, né scoraggiamento sulla diversificazione di tali Paesi dal dollaro. Quello su cui punta il dito in questo momento la BCE è il peggioramento del rapporto Debito-PIL in alcuni paesi: dal 60% si è passati al 73,8. Serve uno stop tanto più che calano la fiducia industriale e gli ordinativi.
Alla BCE i detrattori e i bastian-contrari muovono queste accuse: occuparsi più del contenimento dell'inflazione che della crescita economica (compito che peraltro Maastricht prevede per l'Istituto), un riserbo troppo accentuato (non si pubblicano né i verbali delle riunioni né i dettagli delle votazioni) il rischio di una crisi finanziaria nell'U.E. e mancanza di coordinamento in caso di emergenza.

I politici europei - è stato detto - stanno cercando di contrastare lo strapotere dei governatori e del presidente della BCE. Serafico ma graffiante insieme Duisen-berg ha ribattuto: "è normale che i politici facciano pressioni; è anormale acconsentirvi da parte della BCE".
E, da parte sua, Merton Miller, monetarista della Business School di Chicago ha detto: "Se vinceranno i politici contro i banchieri centrali, l'Euro si indebolirà".
E, giustamente, la BCE nel suo Bollettino mensile fa notare come "siano accresciute le incertezze circa il sostegno dei governi ad una politica monetaria orientata alla stabilità". In ben tre occasioni è stato buttato lì il commento-monito "Voi politici state rendendo difficile il nostro lavoro". Insomma sembrano dire i signori dell'Euro: "Lasciateci lavorare con più serenità e senza condizionamenti".

Noi italiani dobbiamo poi ringraziare la nascita dell'Euro ("come ogni bambino - ha detto un membro del Direttorio - nasce sporco ed insanguinato ma poi diventa una bella creatura"): cosa ne sarebbe stato del nostro Debito Pubblico se non fossimo entrati nell'Euro? Chi l'avrebbe sognato il circolo virtuoso della nostra economia - come vuole D'Alema - dopo anni di inflazione alle stelle e deficit pubblici astronomici?
Dunque verrebbe da dire: grazie BCE ed Euro, grazie di esistere.