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LA CASANA N. 3/1999 - DOCUMENTI

Luglio-Settembre 1999 - Anno XLI

Castro villa et burgo Andoriae": lo sviluppo di una località del Ponente

di Sabrina Lunghi

Percorrendo l'Autostrada dei Fiori in direzione di Ventimiglia, all'altezza del casello di Andora, è ben visibile una piccola collina, su cui si erge la chiesa tardo-romanica dei SS. Giacomo e Filippo, attorniata da un gruppo di case. Alla sommità del rilievo, i ruderi del castello dei Clavesana sono una testimonianza del passato storico della località.

Un passato non facile da ricostruire, del quale conosciamo alcuni avvenimenti circoscritti al basso medioevo, cioè ad un periodo compreso fra la fine del XII secolo ed il XIV secolo. Nei documenti ufficiali1Liber Iurium Reipublicae Genuensis, Historiae Patriae Monumenta, VIII, 1-2, Torino 1854. Codice Diplomatico della Repubblica di Genova, a cura di C. Imperiale di Sant'Angelo, FSI, 1, Roma 1936-42, Andora compare di frequente nella prima metà del XIII secolo, nei cinquant'anni che precedono la sua vendita da parte dei marchesi di Clavesana al comune di Genova; quest'ultimo, dopo aver condotto per quasi un secolo un'accorta politica estera, finalizzata alla sottomissione dei comuni della riviera e all'indebolimento del potere di varie famiglie nobiliari, nel mese di giugno del 1252 acquista definitamente la località in questione. Difficile stabilire l'aspetto dell'Andora del tempo.
In un documento coevo alla vendita a cui si è sopra accennato, contenente una "inquisitio de redditibus" (inchiesta sui redditi), si parla di "castro villa et burgo Andoriae"2Liber Iurium, op.cit., 1, col. 1169, n. DCCCXLIX, cioè di un castello "castro", simbolo del potere feudale dei Clavesana, intorno al quale si era formato un borgo "burgo" che corrispondeva evidentemente con l'impianto a sviluppo radiocentrico - avvolgente3C. Varaldo, Insediamenti e centri urbani nella Liguria di Ponente - Contributo per un esame tipologico, in I Liguri dall'Arno all'Ebro, Atti del Congresso (Albenga 4-8 dicembre 1982), III, in òRivista di Studi Liguri, L, 1-4 (1984), Bordighera 1985, pp. 154-166 della borgata attuale di Castello.
Nella "villa" vivevano sessantasei gruppi familiari, venticinque dei quali legati ad altrettanti "mansi", cioè appezzamenti di terra coltivata, dislocati con ogni probabilità lungo l'intera valle del Merula. In questa inchiesta, atta a censire le rendite della zona, appare evidente il carattere agricolo e pastorale dell'economia locale, basata sulla coltivazione del frumento, dell'orzo, del farro, della vite e sull'allevamento di suini, bovini ed ovini; pesca e caccia completavano le attività di sostentamento della piccola ma vitale comunità.
Il lungo e minuzioso elenco dei nomi di quanti versavano un regolare tributo in natura o denaro ai signori locali, nonchè di alcuni luoghi da cui provenivano determinati prodotti, permette di fare un raffronto con la situazione odierna; si scopre così che quasi settecentocinquanta anni fa abitavano la zona un "Aicardino", un "Aicardus", un "Oddo Gonfreo", un "Berni", un "Morenus", un "Durantis", che richiamano rispettivamente i seguenti cognomi moderni: Aicardi, Confredi, Berneri, Moreno, Durante, ancora oggi presenti nella vallata. Inoltre i toponimi "Domo", "Costa", "Ferraria", trovano puntuale riferimento nei nomi di alcune località tutt'ora esistenti.
Purtroppo però non tutte le frazioni che costituiscono l'entroterra della moderna Andora possono riconoscersi nel documento del 1252. La maggioranza di esse, infatti, sono nominate per la prima volta solo in alcuni testi del Cinquecento.
Sono questi ultimi delle inchieste di natura economica e demografica, commissionate da Genova ogni qualvolta occorreva fare una revisione dei domini della Repubblica, per aggiornare le entrate.
Così alla "caratata" del 1531, un registro catastale in cui erano annotati i beni dei singoli comuni4, seguono tre censimenti di fuochi (famiglie): uno redatto da A. Giustiniani fra il 1535 e il 15375A. Giustiniani, Castigatissimi Annali con la loro copiosa tavola della Eccelsa Repubblica di Genova, V, Genova 1537. A. Giustiniani, Annali della Repubblica di Genova, 1, Genova 1854, p. 76. G. Galassi, M. P. Rota, A. Scrivano, Popolazione e insediamento in Liguria secondo la testimonianza di A. Giustiniani, Firenze 1979, uno del 16076Archivio di Stato di Genova, Sala Senarega, Filza 600, ms. ed ancora uno del 16297Archivio di Stato di Genova, Sala Senarega, n. 218.
Unitamente alle pagine del "Sacro e Vago Giardinello"8Sacro E. Vago Giardinello e succinto Repilogo Delle Raggioni delle Chiese e Diocesi d'Albenga. In tre tomi diviso, cominciato da Pier Francesco Costa vescovo d'Albenga nel 1624 del canonico Ambrogio Paneri, II, Archivio dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri - sez. di Albenga, fotocopia da manoscritto, cc. 367-429 , opera riguardante le parrocchie della diocesi di Albenga, ed iniziata nel 1624, è così possibile ricostruire l'andamento demografico della valle del Merula nell'arco di circa un secolo.
Le due tabelle annesse mostrano il numero di fuochi ed abitanti per ciascuna frazione.

Tabella dei fuochi
LOCALITA' 1531 1535-7 1607 1624 1629
Castello ^ 20 25 * 26
Marina ^   ° * 16
Mezzacqua ^ 18 ° * 21
Pigna ^ 4   *  
Rollo ^ 22 63 * 63
S. Giovanni ^ 25 15 * 15
Marino ^ 36 23 * 23
Colla Micheri ^ 12 15 * 16
Beneo   7      
Duomo ^ 40 31 ** 32
Pian Rosso ^ 18   **  
S. Pietro ^ 20 32 ** 32
Ferrara ^ 12 12 12  
Conna ^ 70 55 *** 54
Moltedo ^ 20 26 *** 26
S. Bartolomeo ^ 18 54 43 56
Piazza Rossoghina ^ 35      
Laigueglia ^ 140 160 180 140
Loc. non precisata   29      
  500 517 561 556 520
Legenda della tabella dei fuochi

^ = 500 fuochi complessivi; * = 200 fuochi complessivi;
** = 63 fuochi complessivi; *** = 70 fuochi complessivi;
° = 21 fuochi complessivi.
Il totale delle località contrassegnate dallo stesso simbolo
da la cifra indicata

Tabella degli abitanti
LOCALITA' 1531 1535-7 1607 1624 1629
Castello ^   81 * 81
Marina ^   ° * 16
Mezzacqua ^   ° * 53
Pigna ^     *  
Rollo ^   276 * 256
S. Giovanni ^   67 * 65
Marino ^   82 * 82
Colla Micheri ^   75 * 55
Beneo ^        
Duomo ^   139 ** 139
Pian Rosso ^     **  
S. Pietro ^   150 ** 150
Ferrara ^   92   42
Conna ^   207 *** 215
Moltedo ^    129 *** 119
S. Bartolomeo ^   222 300 222
P. Rossoghina ^        
Laigueglia ^   690 800 690
Loc. non spec.     108    
  2500   2391 2550 2185
Legenda della tabella degli abitanti

^ = 2500 abitanti complessivi; ° = 73 abitanti complessivi;
* = 850 abitanti complessivi; ** = 300 abitanti complessivi;
*** = 300 abitanti complessivi

Ciò che appare evidente, al di là delle oscillazioni moderate di popolazione, è il cospicuo numero di abitanti di ciascuna frazione.
Nella prima metà del Cinquecento queste ultime risultano compiutamente formate e si può presumere che lo sviluppo maggiore sia avvenuto fra il XIV ed il XV secolo, quando Andora quasi scompare dalle cronache ufficiali.
Crescendo nell'anonimato, essa trova negli insediamenti interni e collinari, lontani dalla costa e quindi della minaccia delle incursioni barbaresche, dei siti ideali per espandersi ed assumere l'aspetto che conserverà sino alla metà di questo secolo, quando lo sviluppo riguarderà quasi esclusivamente l'insediamento alla marina.

Note

1. Liber Iurium Reipublicae Genuensis, Historiae Patriae Monumenta, VIII, 1-2, Torino 1854. Codice Diplomatico della Repubblica di Genova, a cura di C. Imperiale di Sant'Angelo, FSI, 1, Roma 1936-42.
2. Liber Iurium, op.cit., 1, col. 1169, n. DCCCXLIX.
3. C. Varaldo, Insediamenti e centri urbani nella Liguria di Ponente - Contributo per un esame tipologico, in I Liguri dall'Arno all'Ebro, Atti del Congresso (Albenga 4-8 dicembre 1982), III, in òRivista di Studi Liguri, L, 1-4 (1984), Bordighera 1985, pp. 154-166.
4. G. Gorrini, La popolazione dello stato ligure nel 1531 sotto l'aspetto statistico e sociale, Roma 1931, pp. 4-6, 10-11, 15-18, 29-30.
5. A. Giustiniani, Castigatissimi Annali con la loro copiosa tavola della Eccelsa Repubblica di Genova, V, Genova 1537. A. Giustiniani, Annali della Repubblica di Genova, 1, Genova 1854, p. 76. G. Galassi, M. P. Rota, A. Scrivano, Popolazione e insediamento in Liguria secondo la testimonianza di A. Giustiniani, Firenze 1979.
6. Archivio di Stato di Genova, Sala Senarega, Filza 600, ms.
7. Archivio di Stato di Genova, Sala Senarega, n. 218.
8. Sacro E. Vago Giardinello e succinto Repilogo Delle Raggioni delle Chiese e Diocesi d'Albenga. In tre tomi diviso, cominciato da Pier Francesco Costa vescovo d'Albenga nel 1624 del canonico Ambrogio Paneri, II, Archivio dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri - sez. di Albenga, fotocopia da manoscritto, cc. 367-429.