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LA CASANA N. 1/1999 - MUSICA

Gennaio-Marzo 1999 - Anno XLI

Giovanni Lorenzo Mariani Maestro di Cappella in Savona

di Maurizio Tarrini

musica Nel quadro delle iniziative promosse dalla Biblioteca Universitaria di Genova per valorizzare il proprio patrimonio librario di carattere musicale, il 28 aprile 1998 veniva eseguita in S. Lorenzo - nella interpretazione del coro e dell'orchestra del Conservatorio "N. Paganini" - la Messa a due cori reali e stromenti obbligati per la incoronazione del serenissimo Michel'Angiolo Cambiaso, composta da Giovanni Lorenzo Mariani nel 1792 e pubblicata in edizione moderna dalla stessa Biblioteca nel 1997. Di questo riscoperto compositore lucchese attivo nella seconda metà del '700 tra Savona e Genova, presentiamo qui l'unico ritratto conosciuto, rimasto finora inedito. Si ringrazia il Civico Museo Bibliografico Musicale di Bologna per averne autorizzato la pubblicazione

Giovanni Lorenzo Mariani nacque a Lucca nel 1722 (fu battezzato il 17 ottobre). Nulla si sa del suo primo apprendistato musicale, che potrebbe essere avvenuto in uno dei tre seminari della sua città natale, dove la musica era insegnata fin dalla seconda metà del '500. Dal 1746 al 1753 proseguì la sua formazione a Bologna sotto la guida del celebre Padre Martini, divenendo inoltre (1751) membro della locale Accademia Filarmonica.
Nel dicembre 1753 giunse in Liguria per cominciare la sua carriera come maestro di cappella del duomo di Savona, al servizio di Francesco Maria Della Rovere. Fu probabilmente lo stesso Padre Martini a procurargli questo incarico, che mantenne fino al 1792. Nello stesso anno si trasferì a Genova, dove morì il 20 marzo 1793.
Erudito e dotato anche di talento poetico, nel 1754 fu ammesso alla Colonia degli Arcadi Sabazi col nome di Mirtindo Acrejo, divenendone poi segretario nel 1777. A Savona inoltre si sposò con Anna Maria Gozo nel 1763.

Ben presto, però, la vita musicale savonese si rivelò per il Mariani piuttosto insoddisfacente e provinciale, tanto da fargli desiderare sempre più un impiego altrove, soprattutto dopo la morte del Della Rovere (1768), col quale peraltro mantenne sempre ottimi rapporti. Temendo di essere licenziato, nel 1779 concorse alla direzione della cappella musicale del duomo di Milano, ma nonostante i giudizi a lui favorevoli, il posto fu assegnato a Giuseppe Sarti, rinomato operista, dopo una competizione piuttosto controversa. Pur di andarsene da Savona avrebbe accettato anche di lavorare per un teatro adattandosi alla composizione melodrammatica, ma l'agognata ricerca di un nuovo incarico - pur con l'appoggio autorevole di Padre Martini - non approdò al risultato sperato e quindi si rassegnò a finire i suoi giorni "in una catedrale (sic) di un piccolissimo e povero angolo del mondo".

Se si eccettua la composizione di cantate per le annuali accademie arcadiche, il Mariani si dedicò quasi esclusivamente alla musica sacra con una spiccata predilezione per i grandi organici, soprattutto a otto voci in doppio coro. La sua produzione musicale purtroppo è andata in gran parte perduta: di essa sopravvivono soltanto pochi manoscritti autografi ubicati a Bologna, Savona, Genova, Milano. Copie di sue composizioni si trovano anche a Roma, Parigi e a Monaco di Baviera. In vita non riuscì a veder pubblicata alcuna sua opera nonostante le intenzioni e la collaborazione ad una progettata Continuazione del Salterio Marcelliano promossa da Giovenale Sacchi, iniziativa che non sembra però aver avuto seguito.
Parallelamente alle mansioni di maestro di cappella svolse anche attività didattica; tra i suoi allievi più noti figurano il savonese Luigi Lamberti (1766-1833) e il genovese Francesco Gnecco (ca. 1769-1810/11).

Dopo aver lasciato Bologna, Giovanni Lorenzo Mariani continuò a mantenere rapporti epistoari col suo maestro, il dotto francescano bolognese Giovanni Battista Martini (1706-84). Questa corrispondenza risale agli anni 1753-82 e purtroppo ci è pervenuta incompleta, essendo mancante di quasi tutte le risposte del Martini e, molto probabilmente, di altre lettere del Mariani di cui si intuisce l'esistenza dal contesto. Nonostante le lacune, essa costituisce una preziosa fonte di informazioni, particolarmente sulle sue vicende personali, sulla sua attività compositiva, sulla sua ricca biblioteca e sulla vita musicale a Savona e a Genova.
Dal carteggio si apprende che fin dal 12 agosto 1776 Padre Martini aveva richiesto al suo ex allievo un ritratto, il cui invio veniva sollecitato il 27 ottobre; finalmente, dopo quasi un anno, il 15 settembre 1777 gli comunicava di averlo ricevuto. Queste tre lettere purtroppo sono andate perdute ma il loro contenuto ci è noto attraverso una risposta del 15 luglio 1779, con la quale il Mariani informava il Martini di averle ricevute "tutte in un gruppo" soltanto quattro giorni prima.

Padre Martini era solito richiedere un ritratto a molti dei suoi numerosi corrispondenti (tra cui figurano musicisti ed ex allievi, illustri intellettuali ecc.), che compongono uno dei più ricchi epistolari di tutto il Settecento italiano (quasi seimila lettere). Grazie a questa rete di corrispondenti e intermediari, egli poté costituire una delle più importanti biblioteche musicali del suo tempo ed un'altrettanto importante raccolta di effigi di musicisti (circa 300, in origine) che ornavano le pareti della sua ricchissima biblioteca, anticamente ubicata nel Convento di S. Francesco a Bologna ed oggi situata nel Conservatorio di Musica a lui intitolato. La biblioteca e la galleria dei ritratti non appartengono però allo Stato ma al Civico Museo Bibliografico Musicale di Bologna, che ha sede nello stesso Conservatorio.

Tali ritratti oggi adornano le pareti della Sala Bossi, della Biblioteca, e di alcuni corridoi del Conservatorio bolognese. E proprio in uno di questi corridoi - quello che conduce alla Sala Bossi - è stato individuato il ritratto del Mariani menzionato nel citato carteggio. Si tratta di un dipinto su tela, incorniciato, che misura 97 x 72 cm. (inventario n. B 39199). Nella parte superiore sinistra si legge la seguente scritta in caratteri maiuscoli: Lorenzo Mariani Luchese Mastro di Capella in Sauona.
Il musicista è ritratto accanto ad un tavolo sul quale si trovano un sonometro a quattro corde ed un compasso aperto: strumenti che alludono evidentemente ai suoi interessi matematico-musicali. Con l'indice della mano sinistra indica il si tra alcune note musicali (semibrevi: do-mi-sol-si-re-fa-la) scritte sul foglio appoggiato sullo strumento, mentre con la mano destra non è chiaro se stia tenendo tra le dita un plettro o se stia offrendo qualcosa (un seme?) al pappagallo in alto a sinistra. Sul lato destro si notano un paio di occhiali appesi ad un chiodo.

Il dipinto non reca alcun nome dell'autore, né una data, ma dalla citata corrispondenza si desume che esso venne realizzato con ogni probabilità a Savona tra il 12 agosto 1776 e il 15 settembre del 1777, ad opera di un anonimo pittore locale. Al riguardo, gli storici dell'arte potranno forse avanzare qualche attribuzione.
Dal punto di vista artistico non si tratta certo di un capolavoro; esso tuttavia riveste un indubbio valore storico-documentario. Padre Martini, infatti - come osserva Giovanna Degli Esposti nel suo interessante studio sulla quadreria - non è "mosso da alcun intento artistico nel raccogliere ritratti" e quindi non lo interessa "il loro valore qualitativo ma solo una più o meno plausibile rassomiglianza col modello, in consonanza con l'interesse del suo secolo per la lettura fisionomica dei volti. Egli è un collezionista e non un amatore e non gli importa, perciò, di creare una raccolta di alto livello estetico quanto di radunare immagini con lo stesso intento documentario con cui radunava i testi per la sua biblioteca". Questo scarso interesse per "la nozione di qualità estetica e di esecuzione del dipinto" traspare anche dal suo ricco epistolario, nel quale si parla spesso di ritratti ma "quasi mai ne viene citato l'autore, anche se si tratta di artisti quanto mai prestigiosi".
Dalla riproduzione fotografica (l'originale è visibile soltanto dal basso, essendo collocato all'incirca a quattro metri di altezza dal pavimento) sembra che lo stato di conservazione del dipinto sia abbastanza buono. Un intervento di pulitura ed eventualmente un restauro sarebbero comunque auspicabili.
Allo stato attuale delle ricerche questo ritratto sembra essere l'unico rimastoci del maestro lucchese; anticamente, tuttavia, dovevano esisterne altri. Il Banchero riferisce, infatti, nel 1846 che Giovanni Lorenzo Mariani figurava tra gli otto "più segnalati filarmonici della Liguria" effigiati tra gl'intercolunni della sala dei concerti del Civico Istituto di Musica di Genova, all'epoca ubicato nell'ex monastero delle Grazie in salita di Mascherona.
Evidentemente gli artisti chiamati a decorare la sala - Benedetto Leonardi per le figure e il figlio Candido per "le pitture di ornato" - dovevano disporre di un modello, forse più recente del ritratto conservato a Bologna. Al momento, però, non abbiamo notizie sull'esistenza di questa effigie ma ci riserviamo di compiere ulteriori ricerche al riguardo.

Nota bibliografica

Le notizie biografiche sono desunte da ricerche inedite e dalla voce 'Mariani' redatta dallo scrivente per la nuova edizione del 'Grove' (The New Grove Dictionary of Music and Musicians), in preparazione. Esse sono già state anticipate nell'articolo dedicato ad Un elenco di edizioni musicali cinque-seicentesche in una lettera di Giovanni Lorenzo Mariani a Padre Martini (Savona, ca. 1759), in "Rivista internazionale di musica sacra", xix (1998), n. 1, pp. 89-110. L'unica composizione edita del maestro lucchese è la Messa a due cori reali e stromenti obbligati per l'incoronazione del serenissimo Michel'Angiolo Cambiaso (1792), edizione critica a cura di Gian Enrico Cortese, Genova, Ministero per i Beni Culturali e Ambientali-Biblioteca Universitaria, 1997. Lo stesso curatore ne ha pubblicato un'analisi sommaria in "Studi e documentazioni. Rivista umbra di musicologia", n. 34 (giugno 1998), pp. 69-72. L'incisione discografica della prima esecuzione moderna (Genova, S. Lorenzo, 28 aprile 1998), nell'interpretazione del coro e dell'orchestra del Conservatorio di Musica "N. Paganini" diretti da Angelo Guaragna, è stata realizzata dalla Dynamic di Genova (CDS 216). In occasione del concerto è stato inoltre pubblicato l'opuscolo Feste e musica per l'incoronazione del doge di Genova. In margine alla prima esecuzione moderna della "Messa" di Giovanni Lorenzo Mariani, a cura di AA.VV., Genova, Ministero per i Beni Culturali e Ambientali-Biblioteca Universitaria, s.a. [1998].
Un regesto delle lettere a Padre Martini si trova nel volume di Anne Schnoebelen, Padre Martini's Collection of Letters in the Civico Museo Bibliografico Musicale in Bologna. An annotated Index, New York, Pendragon Press, 1979 (Annotated Reference tools in Music, 2), pp. 358-361 (nn. 2968-2997). La trascrizione integrale del carteggio Mariani-Martini, arricchita di nuovi ritrovamenti, è stata approntata da chi scrive per una prossima edizione. A questo epistolario hanno già attinto notizie vari studiosi ed in particolare Carmela Bongiovanni, Aspetti di vita musicale settecentesca a Genova dall'epistolario di padre G.B. Martini, in "La Berio", xxxv (1995), n. 2, pp. 49-74. Sul Settecento musicale genovese, la stessa studiosa aveva precedentemente pubblicato l'articolo Musica e musicisti attraverso gli "Avvisi" di Genova (1777-1797), ivi, xxxiii (1993), n. 1, pp. 17-89.
Per le notizie sulla quadreria di Padre Martini si rinvia al fondamentale contributo di Giovanna Degli Esposti, La Galleria dei ritratti, in Collezionismo e storiografia musicale nel Settecento. La quadreria e la biblioteca di padre Martini, a cura di AA.VV., Bologna, Nuova Alfa Editoriale, 1984 (Documenti del tempo, 3), pp. 36-54. I dipinti sono stati schedati dalla locale Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici e copia delle relative schede è depositata presso il Civico Museo Bibliografico Musicale. L'esistenza di un ritratto del Mariani nell'antica sede del Civico Istituto di Musica di Genova è ricordata da Giuseppe Banchero, Genova e le due Riviere, Genova, L. Pellas, 1846, pp. 484-485