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LA CASANA N. 1/1999 - BILANCIO

Gennaio-Marzo 1999 - Anno XLI

Approvato il bilancio 1998 utile netto a 147 miliardi

Bilancio 1998 Il Consiglio di Amministrazione della Banca Carige SpA nella riunione del 22 marzo 1999, sotto la presidenza del Prof. Avv. Fausto Cuocolo, ha approvato il bilancio 1998, illustrato dal Direttore Generale Giovanni Berneschi, che si chiude con un utile netto di 147 miliardi, in crescita del 39% (dividendo a 700 lire) rispetto ai 106 miliardi del 1997.
Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di sottoporre all'Assemblea ordinaria degli Azionisti, convocata per il 29 aprile 1999, la distribuzione di un dividendo di 700 lire per azione, in consistente aumento (40%) rispetto alle 500 lire del 1997.
Il dividendo, approvato dalla Assemblea, verrà messo in pagamento il 17 maggio 1999.
Conformemente a quanto stabilito dal Regolamento della Borsa Italiana SpA, le azioni saranno negoziate ex-dividendo a decorrere dal 10 maggio 1999, data di stacco che precede di cinque giorni di mercato aperto la data di pagamento.
I risultati di periodo, ampiamente positivi e superiori anche alle previsioni di budget, determinano una redditività del patrimonio medio (Return On Average Equity - ROAE) del 7,7%, contro il 6,3% dell'anno precedente.
L'espansione dei volumi intermediati e la dinamica estremamente positiva dei ricavi da servizi, accompagnata da una consistente diminuzione dei costi operativi, sia di personale che amministrativi, hanno compensato la flessione del margine di interesse che è sceso a 551 miliardi (-4,7%), a seguito della prosecuzione del processo di riduzione dei tassi e dello spread.
I ricavi netti da servizi, ammontanti a 420 miliardi, hanno presentato una crescita del 23%, rispetto ai 342 miliardi del 1997. Lo sviluppo del comparto è stato trainato dalle commissioni attive che, pari a 224 miliardi, sono aumentate del 41,8% rispetto all'anno precedente. La crescita delle commissioni attive ha beneficiato della dinamica positiva dei prodotti di risparmio gestito (fondi comuni di investimento, gestioni patrimoniali e prodotti di bancassicurazione), il cui ammontare, pari a 9.629 miliardi, è raddoppiato rispetto al 1997. Buona la performance derivante dalle operazioni finanziarie i cui profitti, oltre 93 miliardi, sono cresciuti del 10,9%.
La prosecuzione del processo di diversificazione delle fonti di ricavo ha consentito di compensare l'arretramento del margine di interesse e di conseguire un margine di intermediazione pari a 971 miliardi, in crescita del 5,6%, con un peso dei ricavi da servizi che sale al 43,3% (37,2% nel 1997).
I costi operativi sono scesi a 626 miliardi (-3,6%), nonostante gli investimenti effettuati nell'anno per lo sviluppo della rete di vendita e per l'adeguamento delle procedure informatiche all'Euro e all'Anno 2000. Entrambi hanno comportato nel 1998 un onere di circa 12,7 miliardi, di cui due terzi spesati nell'esercizio. La flessione dei costi è stata resa possibile da una serie di azioni volte al recupero di efficienza, che hanno riguardato le spese di personale e le altre spese amministrative. Le spese di personale, pari a 344 miliardi, sono scese del 6,4% rispetto all'anno precedente, grazie al proseguimento dell'esodo incentivato di lavoratori in età pensionabile avviato nel 1996, all'introduzione dell'IRAP che ha eliminato i contributi sanitari e alle più contenute esigenze di accantonamento al Fondo Integrazione Pensioni che ha raggiunto la consistenza di 574 miliardi. Le altre spese amministrative, tenute sotto stretto controllo budgetario, sono risultate pari a 181 miliardi, in flessione del 4,2% rispetto all'anno precedente. Il cost/income ratio, indice che misura l'incidenza dei costi operativi sul margine di intermediazione, è sceso pertanto dal 70,6% del 1997 al 64,5%, segnando un consistente progresso nell'avvicinamento ai migliori standard europei. Il risultato di gestione ha raggiunto quota 345 miliardi, in crescita del 27,6% sul 1997. Gli accantonamenti e le rettifiche sono stati pari a 66 miliardi (+7,7%). Questa cifra comprende rettifiche nette su crediti per 58 miliardi (+10%), accantonamenti a fondi rischi su crediti per 6 miliardi e rettifiche di valore su immobilizzazioni finanziarie per 1,3 miliardi (-83,6%). L'utile delle attività ordinarie è ammontato a 279 miliardi, superiore del 33,4% rispetto a quello dell'anno precedente; la gestione straordinaria ha prodotto utili per 11,7 miliardi (6,2 miliardi nel 1997). Deducendo dall'utile ante imposte sul reddito, pari a 291 miliardi (+35%), l'accantonamento a riserva di concentrazione per 6,4 miliardi e le imposte sul reddito di esercizio per 138 miliardi, si perviene ad un utile netto di 147 miliardi (+39%). Il buon andamento delle voci economiche riflette quello degli aggregati patrimoniali che hanno evidenziato nel 1998 una dinamica di crescita sostenuta. Il risparmio raccolto dalla clientela è risultato pari a complessivi 29.956 miliardi, con una crescita del 6,2%. Tale andamento positivo è stato determinato dalla raccolta indiretta, pari a 18.166 (+12,5%), nel cui ambito è proseguito a ritmo sostenuto il processo di ricomposizione a favore del risparmio gestito. La consistenza di quest'ultimo è più che raddoppiata nel corso dell'anno e ha superato per la prima volta quella del risparmio amministrato, arrivando a rappresentare oltre il 53% (29,8% nel 1997) della raccolta indiretta. I depositi fiduciari hanno registrato una modesta flessione (-2,3%), assestandosi a 11.790 miliardi. Tali dinamiche sono interamente riconducibili alla trasformazione di quote rilevanti di pronti contro termine in risparmio gestito, mentre è aumentata in modo significativo (+7,5%) la raccolta in conto corrente, che concentra, oltre alle disponibilità liquide della clientela, i risparmi in attesa di investimenti più duraturi.
Bilancio 1998 Gli investimenti complessivi (crediti verso clientela, banche e portafoglio titoli) sono ammontati a 17.037 miliardi, in aumento del 2,8% rispetto al 1997; in particolare gli impieghi con clientela sono risultati pari a 10.079 miliardi con una crescita del 4,9%. La rischiosità dei crediti ha manifestato un sensibile miglioramento, quale risultato dell'attenta politica di valutazione del merito creditizio e delle specifiche azioni mirate a favorire il rientro in bonis di crediti non performing. Le sofferenze si sono ridotte del 4,6% ed il rapporto sofferenze/impieghi per cassa, al lordo delle rettifiche di valore, è sceso al 7,6% (8,3% nel 1997). Per quanto riguarda le risorse è continuata l'espansione della rete di vendita che, con l'apertura di 10 filiali nel 1998, tra le quali Vicenza, il primo insediamento del Veneto, ha raggiunto i 244 sportelli. Si sono sviluppati anche i canali distributivi non tradizionali, ovvero gli ATM (da 261 a 272), i POS (da 4.097 a 4.739), i contratti di home banking (da 1.634 a 3.055) ed i collegamenti telefonici di phone banking (da 9.832 a 10.284). Il personale in servizio, costituito da 3.050 dipendenti, due terzi dei quali operativi sul mercato, ha presentato una flessione di 45 unità. Il patrimonio, pari a 2.046 miliardi, si è significativamente rafforzato, grazie alla sottoscrizione, avvenuta in febbraio e marzo 1998, di una quota dell'aumento di capitale sociale riservata ad investitori istituzionali italiani ed esteri, che ha determinato un afflusso di nuovi mezzi finanziari per 224 miliardi, portando il free capital disponibile per finanziare le strategie aggregative e di crescita della Banca ad oltre 1.000 miliardi. Al 31 dicembre il patrimonio di vigilanza, pari a 1.799 miliardi, ha evidenziato un'eccedenza di oltre 1.022 miliardi a fronte dei requisiti per la copertura dei rischi di credito e di mercato; il coefficiente di solvibilità a fronte del rischio di credito, pari al 17,89%, si conferma largamente superiore alla soglia minima consentita (8%). La Banca rispetta inoltre tutti gli indicatori attualmente in vigore, sia della Banca d'Italia, sia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD). Il bilancio consolidato del Gruppo Banca Carige ha evidenziato un utile netto di 154 miliardi, in crescita del 46,5% rispetto ai 105 miliardi del 1997. Sotto il profilo operativo si segnala che i premi emessi dalle compagnie assicurative del Gruppo (Levante Norditalia Assicurazioni SpA e Basilese Vita Nuova SpA) hanno superato i 1.200 miliardi, con un incremento del 32,9% rispetto al 1997.
Le prospettive per il 1999 prevedono un ulteriore miglioramento dei già buoni risultati conseguiti quest'anno, grazie anche all'accordo strategico siglato tra Carige e CENCEP (Centre National des Caisses d'Epargne et Prévoyance) e CDC (Caisse des Dépots et Consignations) che prevede sia la realizzazione di un'ampia ed articolata collaborazione, sia l'ingresso del CENCEP e del CDC nel capitale di Carige con quote rispettivamente del 6% e del 4% e, non appena le condizioni legislative in Francia lo permetteranno, quello di Carige nelle società francesi, con modalità e tempi da determinarsi. Il bilancio della Banca ed il Consolidato del Gruppo verranno trasmessi per l'esame di competenza al Collegio Sindacale ed alla Società di Revisione. Nella medesima seduta il Consiglio di Amministrazione ha inoltre deliberato di sottoporre all'Assemblea ordinaria degli azionisti la proposta di rinnovare al Consiglio stesso l'autorizzazione ad acquistare e a vendere azioni della Banca, per la durata di 18 mesi a partire dalla data della deliberazione assembleare, nei limiti del 5% del capitale sociale a valere sull'apposita "Riserva per acquisto azioni proprie: quota disponibile". Tale riserva, costituita per un ammontare complessivo di 35 miliardi di lire con delibera dell'Assemblea straordinaria del 4/3/95, è volta appunto a consentire alla Banca - nei casi in cui se ne ravvisi l'opportunità e nei limiti previsti dalla normativa vigente - la possibilità di operare su azioni proprie.