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Regolamento del credito su pegno Banca del Monte di Lucca

Il Credito su Pegno esercitato dalla Banca del Monte di Lucca spa è regolato dalle vigenti disposizioni legislative (Regio Decreto 25 maggio 1939, n. 1279, modificato dall' Art., 161 del D.Lgs. 1.9.93 n. 385) ed è disciplinato dal Regolamento emanato dalla Banca - edizione 2001, di cui riportiamo un estratto:

Art. 1 - Credito pignoratizio - La Banca del Monte di Lucca spa costituita in data 31 maggio 1992, esercita il credito pignoratizio proseguendo l'antica attività della Banca del Monte di Lucca, iniziata sotto il nome di Monte di Pietà nel 1489. Le attività connesse col credito pignoratizio sono regolate dalla Legge 10 maggio 1938, n. 745, dal R.D. 25 maggio 1939, n. 1279 e dalle norme del presente Regolamento.

Art. 2 - Oggetti offerti in pegno - L'Istituto accorda prestiti a seguito di costituzione in pegno di: oggetti e pietre preziose; capi di vestiario, biancheria, filati, tessuti; pellami e pellicceria; suppellettili, attrezzi, macchine; qualsiasi altro oggetto o merce in genere avente un valore commerciale, che "ad insindacabile giudizio della Banca" sia prontamente realizzabile.

Art. 3 - Oggetti esclusi dalle operazioni di pegno - Non possono essere costituiti in pegno: oggetti fragili, deteriorabili, facilmente infiammabili od esplodenti, commestibili, liquidi, di difficile custodia, ingombranti o di soverchio peso; arredi di vestiario od equipaggiamenti militari o equiparati; oggetti non puliti o male conservati; oggetti che per loro particolari caratteristiche non possano esibirsi o vendersi ad un'asta pubblica; oggetti per i quali vi siano motivi di dubbio circa la loro provenienza.

Art. 4 - Esclusione delle responsabilità della Banca - La Banca non è tenuta in alcun caso ed in alcun modo a fare indagini sull'origine degli oggetti offerti in pegno, né sul diritto del pignorante a liberamente disporne, ivi compresa l'eventualità che le cose siano state acquistate con pagamento rateale o con patto di riservato dominio od ad altre condizioni che, in un qualsiasi altro modo, ne limitano la piena disponibilità. La Banca è pertanto liberata da ogni responsabilità verso chicchessia circa la provenienza, la proprietà e la legittimità del possesso degli oggetti costituiti in pegno, anche nel caso che essi vengano posti in vendita all'asta pubblica.

Art. 12 - Stima degli oggetti - La stima degli oggetti offerti in pegno viene eseguita sulla base del loro valore commerciale corrente, tenendo conto delle possibili variazioni in relazione all'epoca della eventuale loro vendita in caso di mancato tempestivo riscatto, nonché di tutti gli elementi che, anche per la natura intrinseca degli oggetti, possano comunque influire sul prezzo di recupero. La Banca non assume alcuna responsabilità verso i pignoranti e verso i terzi per il valore di stima attribuito agli oggetti costituiti in pegno.

Art. 14 - Ammontare dei prestiti - I prestiti sono accordati, ai sensi dell' Art. 39 del R.D. 25 maggio 1939, n. 1279, in misura non superiore ai quattro quinti del valore di stima, quando trattasi di oggetti preziosi, ed ai due terzi del valore medesimo, quando trattasi di oggetti non preziosi.Il pignorante ha facoltà di chiedere una sovvenzione per importo minore, ma non inferiore alla metà di quello che potrebbe ottenere ai sensi del comma precedente.

Art. 15 - Richiesta dei prestiti - Le richieste di prestito e la presentazione di cose da impegnare debbono aver luogo esclusivamente nei locali della Banca all'uopo adibiti.

Art. 16 - Richiesta dei prestiti per corrispondenza - E' ammessa la richiesta di prestiti per corrispondenza. In tal caso gli oggetti sono accettati solo se pervenuti senza spesa alcuna per la Banca e ad esclusivo rischio e pericolo del mittente. Se gli oggetti non sono della natura di cui all' Art. 2 o non pervengono nelle condizioni di cui all' Art. 18 del presente Regolamento, sono respinti al mittente gravati di assegno per le spese sostenute dalla Banca. L'ammontare del prestito e la polizza di pegno relativi alle operazioni effettuate per corrispondenza sono spediti al richiedente a mezzo posta, previa detrazione delle spese postali di raccomandata o di assicurata, nonché di un diritto stabilito dal Consiglio di Amministrazione da calcolarsi sul valore di stima della cosa impegnata.

Art. 19 - Durata dei pegni - La durata minima per ogni operazione di impegnazione è di mesi tre e quella massima di un anno. Scaduto il predetto periodo, la cosa impegnata rimane, per giorni trenta, a disposizione del possessore della polizza, dopodiché la Banca procede a porre in vendita all'asta gli oggetti. Gli oggetti in vendita possono essere ritirati dalla vendita stessa per sopravvenuta estinzione o rinnovo dei prestiti in qualsiasi momento e fino a che non sia avvenuta l'aggiudicazione all'asta pubblica della cosa posta in vendita. I prestiti su pegno possono essere estinti in qualunque momento, anche prima della data di scadenza.

Art. 21 - Natura e caratteristiche - Unico titolo rappresentativo del prestito pignoratizio è la polizza di pegno. Essa è titolo al portatore, e deve riportare gli elementi costitutivi dell'operazione conformemente a quanto disposto dall' Art. 10 della Legge 10 maggio 1938, n. 745 e dell' Art. 37 del R.D. 25 maggio 1939, n. 1279. Le generalità complete o sommarie del pignorante possono essere apposte sulla polizza in base alle dichiarazioni del presentatore degli oggetti, ma hanno come unico effetto quello di facilitare eventuali ricerche. Esse pertanto non modificano il carattere di titolo al portatore proprio della polizza di pegno.

Art. 22 - Divieto di cessione - Le polizze di pegno, pur essendo titoli al portatore, non sono destinate alla circolazione ai sensi dell' Art. 31 della Legge 10 maggio 1938 n. 745, e pertanto la Banca non assume alcuna responsabilità di fronte ad eventuali trapassi, di cui esse fossero oggetto.

Art. 25 - Modalità per il riscatto - Chi desidera riscattare un pegno deve presentare la relativa polizza all'apposito sportello.

Art. 26 - Ritiro degli oggetti impegnati - Effettuato il riscatto, il pignorante deve ritirare entro ventiquattro ore o nel giorno indicato dal Servizio gli oggetti del pegno presentandosi all'apposito sportello con la ricevuta attestante il pagamento. La rispondenza degli oggetti alla descrizione in polizza deve essere verificata dall'avente diritto al momento del ritiro degli oggetti.Nessun reclamo è ammesso successivamente.

Art. 27 - Giacenza degli oggetti riscattati e non ritirati - Trascorsi sei mesi dal giorno del riscatto, gli oggetti non ritirati sono posti in vendita all'asta, per delega espressa dal pignorante all'atto del prestito, e la somma ricavata rimane per cinque anni a disposizione dell'avente diritto in un apposito conto, senza decorrenza degli interessi.

Art. 28 - Riscatto o rinnovazione dei pegni scaduti - Le domande di riscatto o di rinnovazione presentate o comunque pervenute alla Banca dopo trenta giorni dalla scadenza del prestito sono accettate a totale rischio del presentatore, non assumendo la Banca alcuna responsabilità nel caso in cui fosse, nel frattempo, già avvenuta la vendita del pegno all'asta. In tal caso il possessore della polizza non ha altro diritto che al versamento della cifra a lui spettante, relativa all'eventuale sopravanzo del prezzo ricavato dalla vendita del pegno, detratte tutte le competenze della Banca.

Art. 32 - Operazioni per corrispondenza - E' ammessa la facoltà di riscatto o di rinnovazione per corrispondenza. Per dette operazioni il richiedente deve assumere a suo carico le spese postali di raccomandata, di assicurata o di assicurazione, nonché versare il diritto di cui all' Art. 16 del presente Regolamento. In ordine alle operazioni di cui sopra la Banca declina ogni responsabilità per fatti ad essa non imputabili, essendo tali operazioni eseguite a totale rischio e pericolo del richiedente.

Art. 36 - Data delle aste - Le date delle aste sono rese note mediante affissione di un apposito avviso nei locali della Banca adibiti alle operazioni di pegno e nella sala dove si effettuano le aste. L'avviso deve indicare il giorno, il luogo e l'ora dell'asta, nonché il numero distintivo dei pegni posti in vendita. Esso deve rimanere esposto almeno dal quinto giorno precedente l'asta fino alla fine di questa.

Art. 37 - Diritto d'asta - Per i beni venduti all'asta pubblica è dovuto alla Banca uno speciale diritto d'asta nella misura stabilita dal Consiglio di Amministrazione. Il diritto di cui sopra è a carico dell'acquirente.

Art. 42 - Offerta scritta segreta - E' ammessa offerta scritta segreta. Essa deve essere redatta su apposito modulo fornito dal Servizio Pegno e deve contenere le generalità complete ed il domicilio dell'offerente, oltre alla esplicita accettazione delle norme del presente Regolamento. L'offerta segreta può essere: Fissa: se contiene l'impegno di pagare una somma determinata qualunque sia la somma offerta nel corso d'asta pubblica o quella indicata in altre offerte segrete. Graduale: se contiene l'impegno da parte dell'offerente di effettuare un ulteriore rilancio in aumento alla offerta più alta raggiunta in sede di licitazione verbale, o di altra offerta segreta fissa o graduale. Anche in caso di offerta graduale deve però essere indicata la somma massima che l'offerente intende non sia superata. Nel caso che, con l'ulteriore rilancio, venga oltrepassato tale limite, si ridurrà il rilancio stesso in modo da raggiungere esattamente la somma massima indicata nell'offerta. Tutte le offerte si intendono per merce vista e piaciuta. L'offerta che non contenga le indicazioni prescritte dal presente articolo è nulla. L'offerente, conosciuto l'esito dell'asta, dovrà versare all'apposito ufficio del Servizio Pegno, durante le ore di apertura degli sportelli al pubblico, il saldo di quanto dovuto per effetto dell'eventuale avvenuta aggiudicazione, entro il terzo giorno feriale successivo a quello della vendita. La proprietà della cosa venduta è acquistata solamente dopo il suddetto versamento. L'offerta deve essere presentata al Servizio Pegno in busta chiusa, sulla quale deve essere indicato la data dell'asta, il numero del pegno cui essa si riferisce, nonché il prezzo base d'asta. Le offerte segrete sono registrate e numerate progressivamente in ordine di presentazione. Le offerte segrete che non contengono le indicazioni prescritte dal Regolamento o non siano espresse in conformità allo stesso o non rispettino gli scatti di maggiorazione di cui all'ultimo comma dell' Art. 44, sono nulle.

Art. 43 - Caparra relativa all'offerta segreta - Contemporaneamente al deposito dell'offerta scritta segreta, la quale non può essere inferiore al prezzo base d'asta aumentato del 10%, il concorrente deve versare a titolo di cauzione una caparra nella misura stabilita dal Consiglio di Amministrazione. Del versamento di cui sopra il Servizio Pegno rilascia quietanza, distaccandola da un apposito bollettario a "madre" e "figlia" a numerazione progressiva. Ad avvenuto esperimento dell'asta: 1) in caso di aggiudicazione al presentatore: a) qualora questi rispetti i termini per il pagamento del saldo, la cauzione versata verrà conteggiata; b) qualora non rispetti per il pagamento del saldo il termine del terzo giorno feriale successivo a quello della vendita, l'aggiudicazione si intenderà annullata, gli oggetti relativi saranno rimessi all'incanto e la caparra versata dall'aggiudicatario inadempiente sarà incamerata dalla Banca a titolo di penale; 2) in caso di mancata aggiudicazione al presentatore, la caparra versata verrà restituita a partire dal giorno lavorativo successivo a quello d'asta. E' ammesso il ritiro dell'offerta segreta prima dell'inizio dell'esperimento d'asta. In tal caso però il presentatore dell'offerta deve versare all'Istituto quanto stabilito dal Consiglio di Amministrazione a titolo di penalità e rimborso spese.

Art. 44 - Presentazione delle offerte segrete - Le offerte segrete debbono essere presentate almeno un'ora prima dell'inizio delle aste e nelle ore di ufficio; esse vengono consegnate a cura del Servizio Pegno al delegato alle vendite all'inizio della licitazione. Le buste vengono aperte e le offerte rese pubbliche a gara orale ultimata, prima dell'aggiudicazione degli oggetti cui si riferiscono. A parità di cifra l'ultima offerta orale viene preferita alla offerta segreta. Fra due o più offerte segrete di uguale ammontare viene preferita quella presentata per prima, secondo quanto risulta dalla numerazione progressiva di cui all' Art. 42 del presente Regolamento.

Gli scatti di maggiorazione sui prezzi base d'asta, sono i seguenti:
Euro 1 Fino a Euro 50,00
Euro 2 da Euro 50,00 a Euro 100,00
Euro 5 da Euro 100,01 a Euro 300,00
Euro 10 da Euro 300,01 a Euro 500,00
Euro 20 oltre Euro 500,00

Art. 45 - Esperimento di vendita e aggiudicazione - Gli oggetti costituiti in pegno a garanzia di un'unica operazione possono essere venduti in un unico lotto o frazionati in più lotti ad insindacabile giudizio della Banca. L'asta viene aperta al primo esperimento ad una base non inferiore al valore di stima. L'aggiudicazione è fatta al migliore offerente, tenuto conto delle eventuali offerte segrete, e si intendono "per contanti". Qualora i pegni non trovino acquirenti al primo esperimento, la vendita è ripetuta una seconda volta entro trenta giorni, per una cifra non inferiore al credito totale della Banca per capitale, interessi ed accessori. Eseguiti due successivi esperimenti d'asta le merci e i pegni rimasti invenduti saranno aggiudicati allo stimatore al prezzo della sovvenzione più gli interessi maggiorati col solo bonifico dei diritti di aggiudicazione. Alle aste indette dalla Banca sono applicabili gli artt. 353 e 354 del Codice Penale. Il testo di detti articoli deve esser affisso nei locali in cui si svolgono le aste. In casi eccezionali, eseguiti due successivi esperimenti d'asta senza che si sia proceduto alla vendita degli oggetti, il Direttore Generale può consentire un terzo esperimento d'asta. Eventuali ulteriori esperimenti d'asta dovranno essere autorizzati dal Consiglio di Amministrazione. Quest'ultima sospende l'emissione del duplicato fino a quando il giudizio non viene definito con sentenza passata in giudicato.

Art. 61 - Interessi per le operazioni di pegno - I tassi di interesse e le condizioni accessorie relativi alle operazioni di pegno sono determinati dal Consiglio di Amministrazione e vengono resi noti mediante affissione nei locali aperti al pubblico.

Art. 63 - Asta per conto terzi - Il Servizio Pegno, previo nullaosta del Direttore Generale, può assumere anche l'incarico di compiere vendite all'asta pubblica di beni mobili a disposizione dell'Autorità Giudiziaria o per incarico di Enti Pubblici o morali o privati. L'incarico di cui sopra viene assunto dalla Banca su domanda scritta da parte dei richiedenti la vendita, nella quale deve essere espressa l'accettazione di tutte le norme previste dal presente Regolamento.

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