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Conciliatore Bancario Finanziario

Il Gruppo Banca Carige aderisce al "Conciliatore Bancario Finanziario" nell'ottica di favorire il miglioramento delle relazioni con la Clientela alla quale vengono infatti messi a disposizione due strumenti per la risoluzione alternativa delle controversie:

  • Mediazione
  • Arbitrato.
 

Mediazione

È un modo per risolvere una controversia affidando ad un terzo indipendente il compito di agevolare il raggiungimento di un accordo tra le parti a costi predefiniti. Il mediatore è un esperto ma non è un giudice, ossia non è chiamato a dare ragione o torto ad una parte o all'altra.

Chi può ricorrere alla mediazione

Sia il cliente sia la Banca possono richiedere al Conciliatore Bancario Finanziario di organizzare l'incontro di mediazione. La procedura prevede tempi molto brevi. Il Conciliatore Bancario Finanziario può organizzare quanto è necessario su tutto il territorio nazionale, con l'intervento di "pacieri" indipendenti, generalmente professionisti nel campo della banca e della finanza. La mediazione si deve concludere entro 60 giorni lavorativi dalla prima riunione. L'accordo raggiunto ha un valore vincolante per le parti. L'accordo raggiunto può essere omologato dal Tribunale e diventare titolo esecutivo. In altri termini, in caso di mancato rispetto dell'accordo si può chiedere che sia data immediata esecuzione a quanto risulta dal verbale di mediazione. Se l'accordo non viene raggiunto è sempre possibile chiedere l'intervento di un arbitro oppure ricorrere al giudice.

Ambito di applicazione

Si può chiedere la mediazione per qualunque questione, qualunque sia il valore contestato, la natura dell'operazione oppure il danno.

Come ricorrere

Per attivare una mediazione scrivere a:
Conciliatore BancarioFinanziario
via delle Botteghe Oscure, 54
00186 Roma.

Per informazioni, numero fax: 06 67482250, e-mail: associazione@conciliatorebancario.it

Per saperne di più consulta il sito http://www.conciliatorebancario.it/conciliazione.html

 

Arbitrato

È una procedura diretta a porre fine ad una controversia con l'intervento di un esperto, l'arbitro, cui viene affidato il compito di giudicare. L'arbitro non è un giudice ordinario, non sono previsti requisiti professionali, ma di solito almeno per un arbitrato in questioni di banca e di finanza occorrono competenze giuridiche. Spesso viene chiamato come arbitro un professore universitario o un avvocato esperto della materia su cui verte la questione. La decisione di affidarsi ad un arbitro comporta l'intenzione di non andare dopo dal giudice ordinario

Chi può ricorrere all'arbitrato

Il primo passo è sempre che le parti decidano di risolvere una controversia senza ricorrere alla giustizia ordinaria, ma attraverso l'intervento di un arbitro i cui costi sono concordati tra le parti . Questa scelta può essere fatta prima ancora che sorga una questione - per esempio alla conclusione di un contratto - oppure nel momento in cui si presenta una controversia. Sono sempre le parti che scelgono a chi rivolgersi. Starà poi all'arbitro o agli arbitri procedere verso la decisione, in quanto le parti possono decidere di ricorrere ad un arbitro o a un collegio arbitrale composto di un numero dispari di esperti.

Ambito di applicazione

Si può chiedere l'arbitrato per qualunque questione, qualunque sia il valore contestato, la natura dell'operazione oppure il danno.

Come ricorrere

Per chiedere l'avvio di un arbitrato scrivere a:
Conciliatore BancarioFinanziario
via delle Botteghe Oscure, 54
00186 Roma.

Per informazioni:
fax: 06 67482250
e-mail: associazione@conciliatorebancario.it

Per saperne di più consulta il sito http://www.conciliatorebancario.it/arbitrato.html

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