Rapallo Carige

2014

Emmanuelle de Villepin con “La vita che scorre”, Milano, Longanesi 2013; Marina Mander con “Nessundorma”, Milano, Mondadori 2013; Rosella Postorino con “Il corpo docile”, Torino, Einaudi 2013,  sono le finaliste della XXX Edizione del Premio Letterario Nazionale per la Donna Scrittrice "Rapallo Carige".
La scelta della terna è stata effettuata dalla Giuria dei critici presieduta da Elvio Guagnini tra le 84 opere in concorso. La stessa Giuria ha assegnato il Premio Opera Prima a Giuliana Altamura per il romanzo “Corpi di gloria”, Venezia, Marsilio 2014.
Nel corso della riunione, che si è tenuta nel Salone Consiliare del Comune di Rapallo, la Giuria ha assegnato anche il Premio Speciale della Giuria intitolato ad Anna Maria Ortese a Marta Morazzoni per il volume "Il fuoco di Jeanne”, Parma, Guanda 2014.
Di seguito vengono riportate le motivazioni:
Terna Finale:
 Emmanuelle de Villepin “La vita che scorre”, Milano, Longanesi 2013
A settantanni dalla vicenda – della primavera del 1944- quando si scatenò la rappresaglia dei nazisti contro un villaggio francese, Emmanuelle de Villepin ci propone uno straordinario racconto. “La vita che scorre” narra la storia di Antoine, che riesce a sfuggire al massacro dei suoi genitori. Ma non è solo un romanzo storico quello della de Villepin; bensì una riflessione esistenziale, di approfondimento psicologico dotata di grande respiro narrativo. Antoine si dovrà anche cimentare con la grave malattia che ha colpito sua figlia Elisa. Alla fine scoprirà che l'esistenza ha ancora tante sorprese in serbo per lui. E che, come recita il titolo, “La vita scorre”.
Marina Mander “Nessundorma”, Milano, Mondadori 2013
In questo romanzo, la radiocronaca, da Berlino, della partita finale dei mondiali di calcio tra Italia e Francia del 9 luglio 2006, conclusa con la vittoria degli azzurri, si intreccia con molteplici vicende che accadono nella grande città. Vicende di amore, di dolore, di sofferenza. Un evento emozionante e i suoi riflessi nel privato dei personaggi, raccontati in un romanzo complesso, di grande finezza nei particolari, capace di entrare incisivamente nel gioco delle interrelazioni. Una riflessione appassionata e ironica sulla vita, sui sentimenti, sul modo diverso di vivere lo stesso evento, misurando in esso la propria personalità e la propria storia.
Rosella Postorino “Il corpo docile”, Torino, Einaudi 2013
Già vincitrice nel 2007 del Premio Rapallo Carige Opera Prima, Rosella Postorino ribadisce con questo nuovo romanzo le migliori qualità di scrittura palesate allora, in un processo di crescita stilistica molto rilevante. Il complesso rapporto tra Milena ed Eugenio si sviluppa in uno scenario di costrizioni (anche materiali, come la prigione nella quale la protagonista ha vissuto da bambina) e di libertà di difficile conquista, in un intreccio drammatico di violenza e tenerezza, rischiarato da rari sentimenti di solidarietà che garantiscono le sole possibilità di dare un senso di umanità alla vita. La crudezza del tema affrontato è resa con efficacia da un linguaggio essenziale che nulla concede a inutili compiacimenti stilistici.

PREMIO OPERA PRIMA

Giuliana Altamura, “Corpi di gloria”, Venezia, Marsilio 2014.
L'indolenza dell'estate del Sud abbaglia i corpi di un gruppo di giovani ventenni. Siamo in Puglia nel villaggio di Riva Marina e la scrittura asciutta e lineare di Giuliana Altamura segue le storie di due fratelli, Gloria e Andrea, i legami di famiglia e due geografie che collidono: l'Italia del Sud e l'America di Los Angeles. La scrittrice barese esordisce in letteratura con una storia stilisticamente matura, che entra con forza dentro le maglie di una “gioventù bruciata” e nelle dinamiche familiari, senza trascurare un finale a sorpresa.

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA

Marta Morazzoni, "Il fuoco di Jeanne”, Parma, Guanda 2014

E' un'autentica “quest” il percorso narrativo che Marta Morazzoni compie con “Il fuoco di Jeanne”, inseguendo le orme di Giovanna d'Arco. Orme marcate, proprie della documentazione storica e processuale, che la portano al rogo di Rouen. Orme labili della leggenda che la vuole sfuggita al rogo, per invecchiare nel castello di Jaulny come moglie di Robert D'Armoise.
In ogni caso, le orme di un mito capace ancora oggi di unire le opposte anime di una nazione, che Marta Morazzoni ricostruisce in un romanzo dal doppio binario, tipico della “quest”: quello di Jeanne e del suo mondo (la corte, la guerra); e quello della scrittrice stessa, che si muove tra castelli, paesi, persone, chiese, musei, raccontando e raccontandosi, così rendendo il lettore partecipe di questa ricerca, che ha la struttura di un puzzle, ma che, anche nell'interrogare se stessa, conserva un tono intrigante ed affascinante, e una scrittura di solida raffinatezza.

albo d'oro

Le vincitrici delle scorse edizioni