Dove possono essere sottoscritti i fondi di Carige SGR?
I fondi Carige possono essere sottoscritti presso gli sportelli delle Banche incaricate del collocamento (Banca Carige S.p.A. Cassa di Risparmio di Genova e Imperia; Cassa di Risparmio di Savona S.p.A.; Banca del Monte di Lucca S.p.A.; Cassa di Risparmio di Carrara S.p.A.; Banca Cesare Ponti S.p.A.).
Come si sottoscrive un fondo?
Occorre innanzitutto prendere visione del Prospetto di offerta che deve essere obbligatoriamente consegnato dal proponente l'investimento. In questo documento e nel Regolamento di Gestione sono contenute tutte le caratteristiche dell'investimento, le modalità di partecipazione, i costi e le altre informazioni necessarie. L'adesione ai fondi comuni viene quindi formalizzata con la compilazione del modulo di sottoscrizione e con il versamento dell'importo che si intende investire.
Quali sono le modalità di sottoscrizione?
La sottoscrizione delle quote dei Fondi Comuni di Carige SGR può avvenire mediante:
- versamenti in un'unica sottoscrizione. L'importo minimo della sottoscrizione è di 500 Euro;
- adesione ai Piani di accumulazione (i cosiddetti P.A.C.) che consentono di ripartire l'investimento nel tempo attraverso versamenti periodici, anche di entità contenuta (l'importo minimo della rata per i fondi Carige SGR è di 50 euro).
In entrambi i casi, il numero delle quote sottoscritte si determina dividendo l'importo netto versato per il valore unitario della quota assegnato alla sottoscrizione.
Come viene determinato il valore unitario della quota e come viene diffuso?
Il valore di ogni singola quota comune viene ottenuto dividendo il valore complessivo del fondo per il numero di quote in circolazione. Questo valore viene determinato quotidianamente (fatti salvi i giorni di chiusura della borsa italiana e i giorni di festività nazionale italiana) ed è pubblicato con medesima cadenza su "Il Sole 24 Ore" e su altri importanti quotidiani.
Come e quando può essere rimborsato un fondo comune?
Il rimborso del proprio investimento in fondi comuni può essere richiesto in qualsiasi momento con le seguenti modalità:
- per un numero di quote definito dal cliente;
- tramite la formula dei Rimborsi Programmati per mezzo della quale l'operazione di riscatto avviene sulla base di un piano di disinvestimenti periodici.
La richiesta di rimborso viene formalizzata con la compilazione di un apposito modulo che dovrà essere inoltrato alla SGR anche per il tramite delle banche incaricate del collocamento.
Cos'è lo switch?
Con il termine switch si identifica l'operazione di passaggio tra fondi e cioè nel rimborso, parziale o totale, del proprio fondo con contestuale sottoscrizione di un altro fondo gestito dalla stessa Società.
Che cos'è il benchmark?
Il temine benchmark può essere tradotto come "parametro di riferimento oggettivo". Il benchmark è un indice, o una composizione di indici, che rappresenta il mercato (o i mercati) in cui il fondo investe, la cui finalità per il sottoscrittore è quella di favorire una migliore comprensione delle opportunità di quel determinato investimento e una corretta valutazione delle relative componenti di rischiosità.
Quali sono i costi a carico del sottoscrittore?
I fondi Carige SGR sono "no load", cioè sono esenti da commissioni di ingresso e di uscita. Al cliente viene trattenuto un diritto fisso di 5 euro sulle operazioni di sottoscrizione e su quelle di passaggio tra fondi. Per i versamenti rateali sui piani di accumulo il diritto fisso per ogni rata è di 2 euro.
Cos'è la commissione di gestione?
La commissione di gestione rappresenta il compenso pagato alla Sgr che gestisce il fondo. Viene prelevata in percentuale fissa sul valore complessivo netto del fondo quindi addebitata automaticamente. Le quote pubblicate sono perciò al netto del costo di gestione.
Cos'è la commissione di performance?
La commissione di performance viene applicata quando il rendimento del fondo in un determinato periodo supera quello del parametro di riferimento prestabilito (benchmark). La commissione viene calcolata ed addebitata al patrimonio del fondo solo in caso di variazione positiva del valore unitario della quota.
Quale informativa riceve il sottoscrittore?
A fronte di ogni operazione di sottoscrizione, rimborso o di passaggio tra fondi viene inviata al domicilio del sottoscrittore una lettera di conferma (per i Piani di Accumulo viene inviato un riepilogo trimestrale delle operazioni effettuate nel periodo).
Annualmente, Carige SGR invia ai sottoscrittori la parte II del Prospetto di offerta (Illustrazione dei dati storici di rischio-rendimento e costi dei fondi) opportunamente aggiornata con i valori di fine anno. All'interno dello stesso documento è inoltre contenuto il dettaglio delle modifiche intervenute nel prospetto di offerta durante l'anno.
È inoltre facoltà del sottoscrittore richiedere alla SGR l'invio al domicilio di un prospetto riassuntivo del proprio investimento in fondi Carige SGR nonché di copia della documentazione contabile dei fondi (rendiconto o relazione semestrale).
Quali sono i compiti della Banca Depositaria?
Alla Banca Depostaria è affidata la custodia degli strumenti finanziari e delle disponibilità liquide dei fondi comuni di investimento.
La Banca Depositaria riveste funzioni di garanzia e controllo, accerta la legittimità delle operazioni di emissione, rimborso e calcolo del valore delle quote.
Quando è entrata in vigore la nuova fiscalità sui fondi comuni?
Le nuove disposizioni sulla tassazione degli OICR mobiliari di diritto italiano, Sicav di diritto italiano e fondi c.d. lussemburghesi storici sono operative dal 1° luglio 2011.
Com'era / Com'è / Come funziona la fiscalità sui fondi comuni?
Fino al 30 giugno 2011 l'imposta veniva prelevata dal singolo fondo sul risultato "maturato" giornalmente e versata dalla Sgr, con un'aliquota del 12,50%.
Dal 1° luglio 2011, ferma restando l'aliquota suddetta, il nuovo regime di tassazione dei fondi comuni d'investimento prevede che la tassazione si applichi sul risultato "realizzato" da ogni singolo partecipante al fondo medesimo. La ritenuta del 20% (nuova aliquota in vigore da 1/1/2012, fermo restando il trattamento in precedenza esposto alla vecchia aliquota del 12,50% per i proventi maturati fino a tale data) viene pertanto applicata sui proventi distribuiti dal fondo (o reinvestiti), e su quelli realizzati in sede di rimborso, anche parziale, delle quote, ricomprendendosi le operazioni di conversione (c.d. switch), le liquidazioni o cessioni delle quote, ovvero in caso di trasferimento delle quote a soggetti diversi dagli intestatari dei rapporti di provenienza.
La ritenuta viene calcolata sul differenziale positivo tra il valore di disinvestimento delle quote ed il costo medio ponderato di carico delle stesse, assumendosi, quale prezzo di carico delle quote di fondi già detenute alla data del 1° luglio 2011, il valore della quota al 30 giugno.
Se, invece, la differenza tra il valore di disinvestimento delle quote ed il costo medio ponderato di carico delle stesse risulta negativa, il valore derivante costituisce un reddito diverso e, come tale, può essere portata a compensazione dei redditi diversi positivi prodotti dalla cessione di altri strumenti finanziari, entro la fine del quarto anno successivo a quello in corso.
Minusvalenze sono anche gli eventuali oneri accessori (commissioni di sottoscrizione e di rimborso, diritti fissi, altre spese amministrative) sostenuti dal sottoscrittore.
La nuova fiscalità comporta qualche vantaggio?
La riforma in vigore dal 1° luglio prevede la possibilità di compensare le minusvalenze realizzate sui fondi comuni con le plusvalenze ottenute dalla negoziazione di altri strumenti finanziari. Da ricordare anche l'inserimento nelle minusvalenze degli oneri accessori sostenuti dal sottoscrittore.
Chi si fa carico dell'applicazione della nuova fiscalità?
Le società di gestione del risparmio, in qualità di sostituti di imposta, applicano, ove previsto, la ritenuta del 20% sui proventi conseguiti che, come reddito di capitale, non possono essere compensati da eventuali minusvalenze già realizzate dal sottoscrittore (essendo quest'ultime, secondo la normativa già da tempo vigente, ricomprese nella categoria dei redditi diversi).