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Regolamento del credito su pegno

Il credito su pegno esercitato dalla Banca Carige è regolato dalle vigenti disposizioni di legge (Regio Decreto 25 Maggio 1939, n. 1279, modificato dall'art. 161 del D. Lgs. 1/9/1993 n. 385) ed è disciplinato dal Regolamento interno Carige, di cui riportiamo un estratto nel seguito.

Il servizio di Credito su Pegno

Art. 2 - Tutte le operazioni dipendenti dall'attività pignoratizia sono compiute dalla banca per mezzo del Credito su Pegno

Il Pegno

Art. 3 - Sono accettati in Pegno: oggetti preziosi in genere, quali : oggetti d'oro, d'argento e di platino, gioielli, perle, pietre preziose, ecc. oggetti d'uso comune e merci aventi un valore commerciale e facilmente realizzabili. L'accettazione in pegno di detti oggetti è comunque lasciata all'insindacabile giudizio della Banca.

Art. 6 - La durata dei prestiti può essere di sei o di quattro mesi. La durata viene stabilita in relazione all'ammontare del prestito ed alla natura degli oggetti offerti in pegno, secondo le norme stabilite dal Direttore Generale della Banca.

Art. 7 - L'ammontare del prestito non può eccedere i quattro quinti del valore di stima fissato dallo stimatore, quando trattasi di preziosi, e i due terzi del valore medesimo, quando trattasi di oggetti non preziosi (art. 39 del R.D. 25/05/39, n. 1279).

Art. 8 - L'ammontare minimo e massimo di ciascun prestito sono fissati, rispettivamente, in Euro 25,00 ed in Euro 50.000,00.

Art. 16 - La polizza di pegno, anche se rechi il nome del presentatore degli oggetti impegnati, è al portatore. Pertanto il portatore della polizza è ammesso a compiere tutte le operazioni relative, semprechè non vi si opponga il fermo o il divieto dell'Autorità Giudiziaria competente.

Revisione e custodia dei Pegni

Art. 25 - I pegni sono custoditi in appositi locali corazzati secondo modalità stabilite dalla Direzione Generale della Banca.

Il Disimpegno

Art. 27 - Il disimpegno è consentito in qualunque tempo prima della scadenza del prestito e anche dopo, sino a quando il pegno non sia stato aggiudicato all'asta (art. 41 del R.D. 25/05/39, n. 1279).

Art. 28 - Ogni possessore di polizza è ammesso a riscattare il relativo pegno contro restituzione del capitale imprestato ed il pagamento degli interessi e dei diritti accessori maturati.

La Rinnovazione

Art. 35 - I pegni possono essere rinnovati sino a quando il pegno non sia stato aggiudicato all'asta (art. 42 del R.D. 25/05/39, n. 1279). Qualora il rinnovo della polizza avvenga nei cinque giorni antecedenti la presunta vendita dei pegni all'asta - vendita annunciata nei locali del Credito su Pegno con apposito avviso d'asta - il pignorante deve pagare un diritto di preparazione d'asta stabilito dal Direttore Generale della Banca.

La Vendita

Art. 39 - Le cose costituite in pegno non riscattate o rinnovate entro trenta giorni dalla data di scadenza del prestito sono vendute all'asta pubblica, purchè non siano colpite da fermo e da sequestro da parte dell'Autorità Giudiziaria (art. 13 della L. 10/05/39, n. 745).

Art. 40 - Le vendite saranno annunciate con avviso d'asta indicante:
il luogo, il giorno e l'ora in cui l'asta sarà effettuata;
i pegni posti in vendita con i relativi numeri di polizza;
il mese di costituzione dei pegni.
Detto avviso sara' esposto al pubblico nei locali del Credito su Pegno e nella sala delle vendite e dovrà rimanere esposto per almeno cinque giorni consecutivi precedenti l'inizio delle aste e fino al compimento delle aste medesime (art. 48 del R.D. 25/05/39, n. 1279)

Art. 47 - All'asta pubblica le cose costituite in pegno vengono aggiudicate al migliore offerente (art. 50 del R.D. 25/05/39, n. 1279)

Art. 52 - Le offerte orali di rilancio sono formulate durante lo svolgimento dell'asta pubblica e non devono essere minori di:

  • Euro 1,00 fino a Euro 50,00
  • Euro 2,00 da Euro 50,01 a Euro 100,00
  • Euro 5,00 da Euro 100,01 a Euro 300,00
  • Euro 10,00 da Euro 300,01 a Euro 500,00
  • Euro 20,00 oltre Euro 500,00

Le offerte segrete

Art. 63 - Durante l'esposizione del pegni è ammessa la presentazione di offerte segrete graduali seguendo le norme di cui agli articoli successivi.

Art. 64 - Contemporaneamente alla presentazione dell'offerta, il concorrente deve eseguire, in valuta liquida o elettronica, a titolo di cauzione, un deposito nella misura stabilita dal Direttore Generale. Il possesso della ricevuta rilasciata costituisce l'unica prova dell'avvenuta presentazione dell'offerta. Il deposito cauzionale, ad aggiudicazione avvenuta, sara' trattenuto a titolo di caparra.

Art. 65 - Le offerte segrete devono essere di importo almeno pari al prezzo base d'asta. La somma offerta deve essere offerta in euro interi (con decimali 00), diversamente verrà arrotondata, per eccesso, d'ufficio.
Saranno considerate nulle le offerte indicanti vari importi, contenenti limiti o condizioni o comunque in contrasto con le disposizioni del presente regolamento. La Banca rimane manlevata da ogni responsabilità per errori, omissioni totali o parziali, commessi dall'offerente nella compilazione dell'offerta.

Art. 66 - L'offerta segreta graduale deve essere redatta su apposito modulo fornito dalla Banca e deve indicare le generalità complete e il domicilio dell'offerente. La firma stilata per esteso in modo leggibile , è anche l'esplicita accettazione di tutte le norme che regolano le offerte segrete graduali di cui l'offerente dichiara di essere a conoscenza.

Art. 72 - L'offerente per scheda segreta , rimasto aggiudicatario, dovrà senza alcun invito, versare il saldo di quanto dovuto entro il quarto giorno feriale successivo a quello dell'avvenuta aggiudicazione, la data della quale dovrà essere accertata a cura dello stesso offerente.
In caso di inadempimento, l'aggiudicazione sarà considerata nulla e la relativa caparra verrà incamerata a titolo di penale.

Art.73 - Qualora l'offerente per scheda segreta non rimanesse aggiudicatario, il deposito cauzionale sarà restituito al presentatore della ricevuta a partire, di norma dal giorno successivo a quello dell'avvenuta licitazione, salvo delega concessa dal Direttore del Credito su Pegno.
Tale deposito cauzionale resterà a disposizione dell'interessato, senza decorrenza di interessi, fino al termine massimo di decadenza di cinque anni dalla data di licitazione, decorsi i quali l'offerente perderà il diritto alla restituzione.

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