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20 settembre 1999

Il D.d.A. approva il Bilancio semestrale 1999: utile netto a 81,3 miliardi in crescita del 13,9%

Nella seduta del 20 settembre 1999 il Consiglio di Amministrazione della Banca CARIGE SpA, presieduto dal Prof. Avv. Fausto Cuocolo ha approvato la relazione semestrale relativa all'esercizio 1999, illustrata dal Direttore Generale Giovanni Berneschi.

Il primo semestre mostra una Banca in fase di ulteriore crescita, testimoniata non solo dai positivi risultati economici, finanziari e patrimoniali, ma anche dallo sviluppo del sistema distributivo, specie nei nuovi mercati, dell'organico, funzionale a supportare quali-quantitativamente i programmi aziendali, e della rete di alleanze e collaborazioni nazionali ed internazionali. L'utile netto chiude a 81,3 miliardi, in crescita del 13,9% rispetto ai 71,3 miliardi del primo semestre 1998. Le attività finanziarie intermediate (AFI), che costituiscono il totale della raccolta della Banca, aumentano rispetto a giugno 1998 del 4,9%, raggiungendo i 30.509,7 miliardi, per effetto del forte incremento del risparmio gestito (43,2%). I crediti verso clientela lordi alla fine del semestre si sono dimensionati in 10.773,6 miliardi con una crescita nei dodici mesi del 10,5%.

Anche nel corso del primo semestre 1999 la strategia della Banca si è mossa su tre linee di azione funzionali alla realizzazione dell'obiettivo fondamentale di creazione di valore per gli azionisti in un'ottica di lungo periodo. In primo luogo, è stato perseguito l'obiettivo della crescita dimensionale, realizzata, per linee interne attraverso il processo di espansione e diversificazione territoriale della rete di vendita tradizionale e dei canali distributivi elettronici e mobili; per linee esterne attraverso lo sviluppo di accordi di collaborazione, partecipazione ed acquisizione con altri soggetti nazionali ed internazionali del mondo bancario, finanziario ed assicurativo. In secondo luogo, è stata rivolta particolare attenzione all'incremento della redditività, attraverso una strategia di sviluppo e diversificazione delle fonti di ricavo nelle aree di intermediazione tradizionale, del risparmio gestito, dei servizi di pagamento e della bancassicurazione. Infine, è stato perseguito l'aumento dell'efficienza attraverso l'attento monitoraggio dei costi ed il miglioramento della qualità del credito.

Il positivo andamento del conto economico del semestre è stato determinato dalla notevole crescita dei ricavi netti da servizi, dal contenimento dei costi operativi e da alcuni proventi della gestione straordinaria, che hanno compensato l'atteso arretramento del margine di interesse, legato al restringimento degli spread sui tassi.
Più in dettaglio, il margine di interesse dei primi sei mesi del 1999 si è attestato a 259,2 miliardi, in decremento dell'8,6% rispetto al 30 giugno 1998; infatti, lo sviluppo delle quantità medie intermediate ha solo parzialmente compensato la prevista diminuzione dello spread dei tassi d'interesse.

I ricavi netti da servizi hanno raggiunto i 227,4 miliardi, con un incremento di 12,6 miliardi (5,9%) rispetto ai 214,8 miliardi dell'analogo periodo del 1998. Tale positivo andamento è stato determinato dalle commissioni attive, pari a 125,5 miliardi, il cui aumento del 26,6% rispetto al primo semestre 1998 è in larga parte attribuibile alla componente relativa ai servizi di gestione, intermediazione e consulenza, connessa allo sviluppo del risparmio gestito; le commissioni passive, pari a 7 miliardi, sono di poco inferiori ai 7,5 miliardi dei primi sei mesi del 1998. I profitti da operazioni finanziarie si sono attestati a 44 miliardi, scendendo del 31,2% rispetto ai 63,9 miliardi dell'analogo periodo dello scorso esercizio, a causa degli effetti derivanti dal negativo andamento dei corsi sui mercati finanziari.

Sono aumentati dell'11,9% gli altri proventi di gestione, che ammontano a 69,3 miliardi, così come gli altri oneri di gestione pari a 4,4 miliardi, superiori rispetto ai 2,7 miliardi dell'analogo periodo dell'esercizio precedente; i proventi sono stati positivamente influenzati dallo sviluppo dell'attività di leasing.

Il margine di intermediazione risulta quindi pari a 486,6 miliardi (-2,4%); il peso dei ricavi netti da servizi sale al 46,7%, rispetto al 43,1% dell'analogo periodo del 1998.

I costi operativi, pari a 315,7 miliardi, evidenziano una contrazione dell'1% rispetto ai 318,8 miliardi dei primi sei mesi del 1998. Sono state significativamente contenute le spese amministrative che, pari a 259,8 miliardi, sono scese del 3,4%; tale risultato è dovuto, sia alla riduzione delle spese per il personale, che scendono a 171,2 miliardi (-1,7%) beneficiando degli effetti degli esodi incentivati posti in atto nella Banca, sia alla contrazione delle altre spese amministrative, scese a 88,7 miliardi (-6,6%) quale conseguenza di una costante azione di monitoraggio e di gestione budgetaria. In aumento le rettifiche di valore su immobilizzazioni, pari a 54,9 miliardi (+11,6%), a seguito dello sviluppo dell'attività di leasing, e gli accantonamenti per rischi e oneri, che hanno raggiunto i 944 milioni rispetto ai 511 milioni del primo semestre 1998. L'incidenza dei costi operativi sul margine di intermediazione (cost income ratio) è del 64,9%, sostanzialmente in linea a quella dei dodici mesi precedenti (64%).

Il risultato di gestione raggiunge i 170,9 miliardi, in flessione del 4,8% rispetto ai 179,5 miliardi del primo semestre 1998. Il totale degli accantonamenti e rettifiche scende dai 31,3 miliardi del consuntivo semestrale 1988 a 28,6 miliardi (-8,5%), a seguito del miglioramento del profilo di rischiosità sul portafoglio crediti .

L'utile delle attività ordinarie si dimensiona in 142,3 miliardi, in flessione del 4% rispetto ai 148,3 miliardi dell'analogo periodo del 1998.
Il risultato della gestione straordinaria, che nel primo semestre del 1998 aveva evidenziato un utile di 905 milioni, a giugno 1999 è pari a 12,7 miliardi. I proventi straordinari sono pari a 17,7 miliardi a fronte dei 4,7 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno; la crescita deriva dall'esito positivo di pregresse vertenze con l'Amministrazione finanziaria e dalla cessione di partecipazioni non strategiche. Gli oneri straordinari ammontano a 5 miliardi, a fronte di 3,8 miliardi del giugno 1998 (+33,7%), e comprendono 3,2 miliardi di incentivi erogati ai dipendenti esodati nel primo semestre.

Al termine del primo semestre, effettuati gli accantonamenti al fondo imposte, l'utile netto si dimensiona quindi in 81,3 miliardi, in aumento del 13,9% rispetto ai 71,3 miliardi del 1998.

Anche gli aggregati finanziari e patrimoniali evidenziano una dinamica in crescita. Il risparmio complessivamente raccolto dalla clientela ha superato i 30.500 miliardi (+4,9% annuo), grazie all'andamento positivo della raccolta indiretta, pari a 18.908,2 miliardi (+9,8% su base annua), nel cui ambito è proseguito il processo di ricomposizione a favore del risparmio gestito (gestioni patrimoniali, fondi comuni di investimento e prodotti bancario assicurativi) che ne rappresenta il 59,3% (45,5% a giugno 1998) ed è cresciuto nei dodici mesi del 43,2%. I depositi fiduciari si sono attestati a 11.601,5 miliardi e registrano nei dodici mesi una limitata riduzione (-2,2%), interamente riconducibile alla trasformazione di quote rilevanti di pronti contro termine in risparmio gestito, in linea con la strategia perseguita dalla Banca. Coerentemente all'evoluzione dei fabbisogni finanziari della clientela, è invece aumentata in modo significativo (+8,5% su base annua) la raccolta in conto corrente, prodotto tipico di gestione della liquidità.

Gli impieghi con clientela si dimensionano in 10.773,6 miliardi e presentano una crescita nei dodici mesi del 10,5%, trainata principalmente dai mutui e dal leasing. Il miglioramento della rischiosità del credito si è riflesso anche nella diminuzione del rapporto tra le sofferenze e gli impieghi, sceso da 7,6% di fine 1998 all'attuale 7,3%.

Il patrimonio netto di bilancio, ante riparto dell'utile netto ed incluso il fondo per rischi bancari generali, ammonta a 2.375,9 miliardi e cresce rispetto a fine anno 1998 di circa 330 miliardi (16,1%). Tale incremento è stato determinato dalla sottoscrizione di azioni di nuova emissione da parte degli intermediari francesi Centre National des Caisses d'Epargne et Prévoyance (CENCEP) e Caisse des Dépôts et Consignations (CDC), per un importo complessivo di 299,6 miliardi (187,2 miliardi nominali e 112,4 miliardi di sovrapprezzo), pari a circa il 10% del capitale; a completamento dell'operazione di aumento di capitale, deliberata dall'Assemblea dei Soci del 26/4/97, il 15 luglio u.s. sono entrati nella compagine azionaria della Banca i tedeschi della Westdeutsche Landesbank Girozentrale (WestLB) di Düsseldorf per 156,4 miliardi (97,7 miliardi nominali e 58,7 miliardi di sovrapprezzo), pari a circa il 5% del capitale; così facendo salirà ulteriormente il patrimonio a circa 2.500 miliardi e quello libero per finanziare la crescita (free capital) ad oltre 1.500 miliardi.

A metà luglio anche le casse di risparmio spagnole sono entrate nell'azionariato della Carige, attraverso l'acquisto sul mercato dell'1,5% del capitale sociale da parte della Caja de Ahorros El Monte de Sevilla y Huelva, una delle più importanti e dinamiche casse del Paese.

Per quanto riguarda acquisizioni ed accordi a livello nazionale, nel mese di maggio è stato stipulato il contratto con la Fondazione C.R. Savona per l'acquisizione della Cassa di Risparmio di Savona SpA, mediante la cessione alla Carige di un ulteriore 56% del capitale sociale della Cassa savonese; subordinatamente alle autorizzazioni della Banca d'Italia e del Ministero del Tesoro, la partecipazione della Carige nella predetta società salirà dal 39,9% al 95,9%. Sono in corso inoltre trattative per l'acquisizione del pacchetto di controllo della Banca del Monte di Lucca SpA.

Il patrimonio di vigilanza è pari a 2.116,2 miliardi, superiore di quasi 317 miliardi (17,6%) sulla consistenza di fine anno. La quota di patrimonio di vigilanza necessaria per la copertura dei rischi di credito e di mercato è pari a 823,6 miliardi (776,9 miliardi a fine 1998); l'eccedenza patrimoniale della Carige è quindi pari a 1.292,6 miliardi, in crescita del 26,4% rispetto ai 1.022,5 miliardi di fine esercizio. A fine giugno la Banca Carige si conferma all'interno delle soglie previste per tutti gli indicatori di rischiosità considerati, sia dalla Banca d'Italia, sia dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD).

La rete di vendita si articola a fine semestre in 246 sportelli a seguito dell'apertura delle filiali di Brescia e di Voghera (PV). In linea con la politica di espansione fuori Liguria, nei due mesi successivi la Banca si è insediata nelle nuove provincie di Bergamo, Mantova, Verona e con le prime filiali sarde di Sassari e Cagliari, nonché a Milano e Bologna per il rafforzamento del presidio attualmente esistente; il numero degli sportelli è così salito a 252. Al fine di supportare il processo di espansione della rete di vendita, l'organico è salito nel semestre da 3.050 a 3.079 dipendenti.

A livello di bilancio consolidato l'utile netto del Gruppo si attesta a 80,8 miliardi, in aumento del 4,7% rispetto ai 77,2 miliardi del giugno 98.

Le Attività Finanziarie Intermediate ammontano a 30.504,4 miliardi (+4,9% in dodici mesi) nonostante il calo registrato dalla provvista globale pari a 14.607,2 miliardi (-5% rispetto al primo semestre dello scorso anno). I premi raccolti dalle compagnie di assicurazione del Gruppo nel semestre ammontano a complessivi 707 miliardi, in crescita del 23,6% sull'analogo valore del 1998.

Dal lato dell'attivo, gli investimenti ammontano a 17.043,9 miliardi, in discesa del 4% nell'anno. In particolare sono aumentati i crediti alla clientela (10.764,4; +10,3% su giugno 1998), mentre si è verificato un ridimensionamento della componente interbancaria (1.390,4 miliardi, –49,7%) e dei titoli (4.889,1 miliardi, –6,4%).

L'andamento dei due mesi successivi alla chiusura dell'esercizio e le proiezioni relative alla restante parte dell'anno consentono di confermare le previsioni di budget, pur incorporando gli investimenti effettuati per sostenere la crescita dimensionale della Banca.

 
   
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